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Genere: Narrativa

Trama:
Un transessuale sadico che cerca di trovare un senso alla propria esistenza attraverso la propria e altrui sofferenza.
"Più dolore proverò, più avrò da vivere. Solo spingendo la soglia di sopportazione dei miei tormenti sempre oltre, potrò augurarmi di essere immortale. Se mi rimane ancora qualcosa per cui soffrire, a questo mondo, di sicuro non mi farò annientare da tutto il resto. Il fatto è che io ci ho provato. Ci ho provato per davvero. Ma non ho trovato null'altro. Qualcosa che vada oltre l'angoscia. Qualcosa in più del supplizio. La vita finisce lì dove finisce il dolore. Fine. Dissolvenza. Non ha senso sperare in altro. Continuare a illudersi. Il dolore è l'unica dimensione possibile. E' l'unico stato pensabile. E' la sola cosa sensata. Reale. La verità è che il dolore è tutto. Il dolore è la vita stessa e senza di esso noi cessiamo di esistere. Tra poco il campanello suonerà, l'ennesimo, sprovveduto, errore della natura mi seguirà, inconsapevole, nella mia stanza da letto e la scena si ripeterà. Il dolore si libererà... di nuovo..."

Commento:
Dopo Necrophylia, F. Scardone torna con un altro romanzo disturbante, ancora una volta puntato verso l'animo umano e i suoi abissi. Il giovane autore, infatti, con Anime tagliate ci mostra un personaggio estremo che fa del dolore la sua quotidianità, un dolore però che non rappresenta la sua ragione di vita, come potrebbe sembrare ad una prima lettura, bensì l'unico modo per rendersi conto di essere ancora vivo.
Tra sprazzi di quotidianità e flashback del passato, ecco l'intera vita srotolarsi pian piano sotto gli occhi del lettore, dando corpo a quella solitudine e quel senso di oppressione e impotenza che hanno origine nell'infanzia e che riverseranno le loro drammatiche conseguenze lungo l'intera vita del ragazzo.
Luisella è l'altro estremo che l'autore ci propone: obesa e solitaria, con la passione per il colore rosa e le notizie di gossip, è l'emblema della donna messa da parte dalla società odierna solo per il suo aspetto fisico, nonostante la dolcezza e la disponibilità verso il prossimo che sembra emanare. Solo scavando un po' più a fondo, andando oltre la superficie, emergono quelle manie che sfociano quasi nella follia, dal gioco del "sentirsi una lancetta dell'orologio" per far trascorrere più in fretta il tempo, all'aspetto voyeuristico che la caratterizza, portandola a spiare e registrare i suoi vicini, in una sorta di reality personalizzato che serve ad illuderla - attraverso manichini e foto rubate - di far parte di una famiglia e sentirsi quindi felice e amata.
Anime tagliate è un libro duro, estremo direi, che dimostra come due solitudini messe insieme non servano, quasi mai, a placare il vuoto interiore; infatti, proprio quando sembra che l'affetto e la vicinanza tra i due protagonisti possa rappresentare una svolta, ecco che Scardone cambia le carte, ricordandoci come mettersi in gioco possa, a volte, essere così difficile da decidere di restare legati al nulla che si conosce pur di non rischiare di soffrire ancora.
Un libro difficile ed eccessivo, proprio come il precedente; una porta aperta sulle follie e sulle paure che agitano l'animo umano.
(Maria Guidi)

Dello stesso autore:
Necrophylia



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