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Genere: Narrativa

Trama:
Dobbiamo immaginarcela questa terra, per vìverci felici. Siamo abituati a desiderare. A desiderare cose nuove che ancora non possediamo, rapporti sereni con le persone che abbiamo attorno, soluzioni efficaci per i problemi della vita di tutti i giorni. Siamo dunque convinti che la felicità, sulla terra, stia nel soddisfare questi desideri. Giulio Mozzi nei racconti del suo libro mostra invece una possibilità differente: che i nostri desideri crescano a tal punto da uscire fuori di noi e creare un mondo diverso da quello reale, che a quello reale si sovrappone e che quello reale nasconde. L'immaginazione non può certo prendere il potere e cambiare lo stato delle cose, ma costituire un nido entro cui ripararsi sì. La felicità che ne deriva è di questa vita e non riguarda solo i personaggi del libro, ma tutti noi lettori. Pubblicato originariamente nel 1996 da Einaudi, entrato nella cinquina di finalisti del Premio Strega di quell'anno, "La felicità terrena" è il libro più importante di Giulio Mozzi e torna disponibile in una nuova edizione con testi inediti e una nota finale d'autore.

Commento:
Esiste la felicità? Probabilmente no, se non in quei momenti, brevi come un temporale estivo, ma allo stesso tempo così potenti ed intensi da farci illudere che si possa protrarre l'attimo all'infinito: se saremo bravi riusciremo a trasformare questo piacere, che è passeggero, in una felicità che non si può più perdere.
La felicità può essere, forse, la realizzazione dei propri desideri: un rapporto d'amore che sia dedizione completa, un lavoro soddisfacente, degli amici sinceri, appartenere ad una comunità nella quale potersi riconoscere in tutto e che in tutto ci riconosca.
O, forse, basta sognare ad occhi aperti; sognare così intensamente da fare fatica a vedere le cose come sono davvero. E in questi sogni semilucidi possiamo cercare il nostro porto sicuro, un riparo dalle brutture e dalle offese della vita, un mondo parallelo che ci renda meno gravoso il vivere quotidiano.
Così sopravvive Maria Annunziata alla morte del suo piccolo bambino; così resiste Giulio ai dolorosi ricordi che affiorano durante il suo viaggio a Roma. Ed è così che l'autore, in questa raccolta di racconti, ci indica la strada per raggiungere la felicità terrena. Quando si vuole, basta chiudere gli occhi e si possono rifare tutti i sogni, quelli brutti se si ha voglia di avere un po' di paura, quelli belli se si ha voglia di sorridere... e così tutti i tuoi pensieri e le tue immaginazioni si conservano nella stanza... tutto è contenuto nella tua stanza come tutto è contenuto nella tua anima, anche se non si vede e non si sente, ma se lo chiami torna subito... Poiché non ci sono limiti alla possibilità di essere felice.
(Raffaella Galluzzi)



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