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Il canto dei fragili
di Salvatore Trisciuoglio

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    Casa Editrice: Booksprint - 136 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Storie vere

    Trama:
    La realtà è allo stesso tempo empirica ed evidente e, paradossalmente, sfuggente e ineffabile. Un viaggio nella storia di un ragazzo che ha vissuto il più grosso decadimento interiore, da lui sopportabile, causato dalla perdita del concetto di "reale": tragedie inventate, ma convincenti, si affacciano ai suoi occhi. Il suo timore più grande è provocare dolore a qualcuno senza accorgersene e matura, quindi, un meccanismo per acquisire certezze, che lo consuma pian piano. Grazie al personaggio di Virgilio e ai sogni del ragazzo, il suo viaggio sarà colmo di metafore da interpretare e scelte da fare. Allargando il cerchio, trattando dell'incompleto che definisce ogni uomo, lo scopo è mettere in dubbio i dogmi stessi che chiunque nel tempo ha maturato o semplicemente acquisito. "Deve essere più probabile che un pianoforte cada da una finestra, più piccola dello stesso, e poi colpisca una persona in una via poco trafficata, rispetto a che io possa davvero aver fatto del male a qualcuno. Te ne prego."

    Recensione:
    "Il canto dei fragili" di Salvatore Trisciuoglio ci fornisce la storia molto umana e vissuta del protagonista con la sua depressione e i difficili rapporti con la nevrosi. E' un raccontarsi doloroso e crudo, in qualche punto tristemente ironico, che si esprime con la voce ferma che tradisce la forza che si palesa una volta che si ammette la propria fragilità.
    Una delle peculiarità di questo libro è di essere scritto come un pensiero che sgorga e non si riesce a fermare, franoso e precipitoso, originato da libere associazioni, condotte come si farebbe durante una seduta psicoanalitica, senza seguire un rigoroso percorso cronologico, anzi a volte con grossi sbalzi temporali.
    Trisciuoglio racconta come, durante il suo percorso formativo, si sia trovato compresso in un disagio interiore talmente forte da condizionargli e limitare le sue interazioni sociali. Attraversando quella depressione dell'"età di mezzo", riconosciuta dagli studiosi come un vero nadir umano, come quel punto più basso della felicità umana che si basa su variabili oggettive come l'età e la salute, ma anche su altre variabili più nascoste, come tristezza e la dipendenza psicologica dalla paura di fare del male al prossimo, l'Autore narra dell'insicurezza e della solitudine dei suoi anni giovanili, acuiti dalla costante, palpabile apprensione della famiglia a cui sentiva il dovere di restituire un figlio perfetto.
    Da qui il crollo psicologico, il timore di non essere all'altezza, l'annullamento del sé e la dissociazione di una mente in continua lotta tra il bene e l'ossessione di avere potenzialità di fare del male.
    L'autore, addentrandosi anche in spiegazioni psicoanalitiche, maturate e interiorizzate grazie alle sedute con Virgilio (nome opportunamente scelto perché paragonato alla guida di Dante attraverso i gironi infernali), ci racconta come l'accettazione del principio di realtà in aspetti fondamentali della vita quotidiana, ad esempio socialità e lavoro, non impedisca di avere delle aspettative di felicità; attraverso esempi e metafore, corretti ma spesso eccessivamente ricercati, Trisciuoglio esprime e spiega il suo mondo che appare, però, non ancora liberato dalla paura di inadeguatezza e ricerca di adattamento all'opinione altrui, riservandosi uno spazio di ribellione solo interiore.
    L'Autore, che coraggiosamente mette in piazza la sua fragilità, si fa portavoce della teoria freudiana secondo la quale tutti commettiamo mancanze o lapsus, apparendo spesso goffi. Ma cosa si nasconde dietro la goffaggine? Probabilmente un conflitto interiore irrisolto che emerge nel momento in cui la censura dei nostri pensieri viene meno.
    In questo contesto anche l'odio può diventare decifrabile. E quali sono i pensieri più nascosti? Quelli sessuali, che ancora oggi non possono essere del tutto rivelati, e i sogni, dei quali l'autore ci spiega il significato. Il sogno è fatto di tanti simboli che rappresentano una realtà lontana da noi o molto vicina.
    Gli elementi del sogno sono resti diurni, ma anche antiche rivalità, conflitti interiori e profondi, che durante il giorno sono rimossi, ma che emergono durante la notte.
    Infine la comprensione linguistica, le parole dette male o male interpretate ci dicono molto della personalità di chi le pronuncia se si è capaci di capire oltre le apparenze.
    Dunque un libro onesto, la testimonianza di un giovane che ha intrapreso un percorso di risalita che gli auguro di terminare con successo. Da leggere, perché in fondo siamo tutti fragili, solamente rifiutiamo di riconoscerlo.
    Ricordiamo perciò le parole di John Donne:
    "Nessun uomo è un'isola, intero in se stesso,
    (...)
    E così non mandare mai a chiedere per chi
    suona la campana; essa suona per te."

    (Luisa Debenedetti)

    Citazioni da questo libro:
    "Che siate credenti o atei, agnostici o indifferenti, siate voi stessi il vostro primo Dio, il mio coincide con me e chiederò perdono solo a lui per averlo fatto piangere."

    "Non ho mai ritenuto che un individuo, solo perché più grande di me, meritasse il mio rispetto. Specialmente quando questo veniva preteso si generava in me una gran voglia di dar sfogo ai migliori appellativi per la stupidità in cui questa piccola gente sguazzava. Tutto pur di avere quell'infimo riconoscimento, segnale del fatto che la soddisfazione personale era scadente e si gratificava con le briciole."

    "Quando la mente non trova modo di fermare il flusso incessante di concetti, si cercano modi per tenersi occupati, ad esempio scrivere tutto in una storia come questa."

    "Il lavoro nobilita l'uomo, si dice, io dico che l'esagerazione lo vanifica e lo annulla. Dovrà esserci una riabilitazione all'ozio: esercizio mentale fine a sé stesso."

    "La norma è la regola del branco per sentirsi appartenere a una prospettiva sperimentata da generazioni precedenti. Se da un lato è utile, rappresenta d'altro canto la nostra amata comfort zone. La paura di crescere ed evolversi è riassunta in questa unica parola che funge da entità superiore al singolo."



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