Casa Editrice: Giunti - 178 pagine
Formati disponibili: cartaceo e ebook
Genere: Storie vere
Trama:
In Sanpa, madre amorosa e crudele (pubblicato nel 1996 come "La quiete sotto la pelle") la comunità fondata da Vincenzo Muccioli è tema centrale, ma in queste pagine c'è molto altro.
C'è il mistero dell'adolescenza e la disperata ricerca di un Assoluto immaginato come altrove perché non riconosciuto nel "qui e ora".
C'è il perseguire estasi al confine tra vita e morte, dove il sapere accademico e il giudizio morale balbettano e arrancano.
C'è infine la grandezza di un uomo, Muccioli, degenerata in titanismo e megalomania con l'espansione incontrollata della comunità. Il tutto scandito da una scrittura inedita nella letteratura sulle tossicodipendenze, capace di saldare testimonianza e riflessione, disperazione individuale e disagio di civiltà.
Fonte d'ispirazione per gli autori di Sanpa. Luci e tenebre di San Patrignano, documentario messo in onda su Netflix che tanta attenzione e clamore sta suscitando, questo libro è però, innanzitutto, un'opera letteraria, un memoir bruciante e sofferto che trascende l'occasione che lo ha generato e rivela il talento di uno scrittore.
Recensione:
A volte dobbiamo fermarci, chiudere gli occhi e riflettere, proprio quando si arriva a quell'ultima pagina, che il lettore non vorrebbe mai sfiorare.
Spesso, dopo aver letto un libro che ci ha appassionati, nel quale abbiamo percepito quel senso di vitalità, riusciamo a ricordarlo per anni. La nostra mente ci fa rivivere i luoghi o i personaggi che la stessa fantasia ha creato, questo grazie alla scrittura di un autore, che dovrebbe essere incisiva, da poter concretizzarsi in un ricordo. Ma leggere storie è facile ed è bellissimo viaggiare nella fantasia. A volte, invece, ci imbattiamo in libri diversi, dove non riusciamo a immaginare e a giocare con la creatività. Ci sono libri che ti trasportano nel loro mondo dal quale fai fatica a uscire, perché hanno la forza di fermarsi dentro la nostra anima. E noi non siamo più semplici lettori di un bel romanzo, ma diventiamo spettatori posizionati dietro un vetro, che ci divide, ma non ci allontana dall'immagine che stiamo guardando.
"Sanpa, madre amorosa e crudele" non è un semplice romanzo. E' un'immagine di un uomo, che con voce ferma e attenta, sentiamo parlare e raccontare di tutte le sue emozioni, delle sue fragilità e i suoi pensieri. Fabio Cantelli dialoga con il lettore, si confida con lui, lo cattura e lo coinvolge nei ricordi e nelle riflessioni.
E' un cammino dirompente, che travolge con una tale irruenza da non poter distogliere lo sguardo da quella immagine, che si trova solo dietro un fragile vetro.
Fabio e San Patrignano sono legati. Lui ha avuto bisogno di quel luogo, è lì che l'autore ha potuto ritrovare la capacità di distinguere il bianco dal nero o la luce dal buio. Ma San Patrignano è Fabio ed è anche tanti altri ragazzi. C'è chi è rimasto lì, negli anni ha costruito una tela forte e sicura, altri ragazzi invece sono stati leggere piume, volate via dopo poco.
Le parole dell'autore sono la sua storia, raccontano il suo rapporto con Vincenzo Muccioli dai tratti tenui, ma così lancinanti da costruire quello che è oggi. Fabio non descrive San Patrignano come un luogo perfetto, anche perché lui stesso narra con rispetto le sue ombre, ma con la sua scrittura profonda, porta il lettore a riflettere su cosa vuol dire San Patrignano per chi come lui ha lasciato la sua vita nelle invisibili mani della droga, che attanaglia chiunque, portandolo a non respirare.
L'autore, con una scrittura corposa, attenta ai minimi particolari e travolgente, fa entrare il mondo in un mondo.
Il libro di Fabio Cantelli è un testo importante, che bisognerebbe leggere, senza giudicare.
(Barbara Galimberti)
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