Casa Editrice: Lupieditore - 130 pagine
Formati disponibili: cartaceo e ebook
Genere: Storie vere
Trama:
Nella cameretta color verde salvia, sulla sedia vicino alla finestra, i panni del bambino erano pronti già dalla sera precedente. Viola li aveva preparati con cura. Era un giorno importante sia per lei che per il piccolo Glauco. Da quando era nato non lo aveva mai lasciato con nessuno, non per mancanza di fiducia, ma per il semplice fatto che voleva godersi ogni sua piccola conquista. Avrebbe dato la vita per suo figlio, perché mettendolo al mondo aveva ritrovato la sua. Lasciato il piccolo Glauco nelle mani di suor Palma, l'educatrice dell'Istituto delle Suore di Maria bambina, Viola s'incammina verso l'auto e si perde nei ricordi. Davanti ai suoi occhi si delineano i contorni del parco della grande villa che i suoi genitori custodivano per conto di una facoltosa famiglia romana. Un profumo l'avvolge mentre rivede la sua vecchia casa circondata da glicini che con il loro splendore tentavano invano di ricoprirne le crepe, per poi ritrovarsi adolescente e turbolenta giovane donna che a causa di un amore malato vive anni inquieti e tormentati. Quando tutto sembra perduto, una banale coincidenza farà prendere una nuova direzione al suo destino.
Recensione:
Una storia vera, Silvana Gambone con grande generosità ci parla di un tratto della sua vita, cambiando nome, ma non la sostanza, anzi dalle sue parole c'è da imparare.
Scritto in terza persona, seguendo la voce narrante sopra le parti, ci ritroviamo in un lungo ricordo, nel ripercorrere gli anni dell'infanzia e della giovinezza di Viola, la protagonista.
Si rimane affascinati da quella bimba che si aggira nel grande parco della villa dove i genitori fanno i custodi. Mentre impariamo a conoscerla ne ammiriamo la fantasia, l'energia, l'intelligenza pronta e vivace. La sua è una vita semplice, di una famiglia povera, dove non mancano i problemi, ma Viola gioca, ride, cresce, e per lei ci aspettiamo un bel futuro.
Rimaniamo spiazzati nello scoprire di come le cose cambiano e, impotenti, assistiamo agli errori, a quei cenni che da ribellione adolescenziale richiamano guai più grossi, per una vera discesa verso l'abisso.
Colpisce di pancia il romanzo, continuiamo a immergerci una pagina dopo l'altra nella storia, senza morbosità, ma perché a Viola ci siamo affezionanti, per lei parteggiamo e ci sentiamo in dovere di accompagnarla, come se potessimo sostenerla e consigliarla con la nostra sola presenza.
Lineare, senza dilungarsi inutilmente, sincero, "La svolta di Viola" è un raccontarsi privo di scusanti, un coraggioso porsi davanti al giudizio, che si può solo accogliere.
Questo è uno scritto che può davvero essere un esempio. E' formativo a tutto tondo, non importa che, pur non essendo dichiarato, il tempo della vicenda sia al passato, alcune descrizioni lo svelano, perché certe esperienze esulano dalla dimensione temporale, per parlarci di un rischio che si può spalancare davanti a chiunque.
In "La svolta di Viola" troviamo incontri che portano su cattive strade, che sono attraenti come una melodia, ma non fanno bene. Ci sono scontri, ci sono eccessi, cadute che fanno male e perdite che segnano. Poi ci sono altri incontri, che mettono davanti ad uno specchio, ad una scelta. E' il momento di guardarsi dentro, di accantonare le bugie, provare anche vergogna e trovare la forza di cambiare. "La svolta di Viola" è la storia di una ragazza che ha ripreso a vivere, che ha scelto la vita, la sua e quella di una piccola nuova esistenza, ma che le ha dato tanto. Cambiare è possibile, quando accanto ci sono le persone giuste e le corrette motivazioni: Viola ce lo dimostra, ce lo insegna, e di questo possiamo solo essere grati.
(Tatiana Vanini)
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