Casa Editrice: Longanesi - 320 pagine
Formati disponibili: cartaceo e ebook
Genere: Gialli
Trama:
L'ispettore Takeshi Nishida della squadra Omicidi della polizia di Tokyo ha un secondo nome che pochi conoscono, ma che dice molto di lui. All'anagrafe infatti è Takeshi James Nishida. Perché Nishida è un hafu: un mezzo sangue, padre giapponese e madre americana.
Forse per questo non riesce a essere sempre accomodante e gentile come la cultura e l'educazione giapponese vorrebbero. Forse è per il suo carattere impulsivo, per quel suo modo obliquo e disincantato di vedere le cose e le persone che lo circondano, che non ha mai fatto carriera come avrebbe meritato. O forse è perché lui non vuole fare carriera, se questo significa mettere i piedi sotto la scrivania invece di usarli per battere le strade di Tokyo, città che ama e disprezza con altrettanta visceralità – e che allo stesso modo lo ricambia.
Ma Nishida è eccezionale nel suo lavoro: lo dimostra il numero di indagini che è riuscito a risolvere. Fino al caso dell'ombrello. Un uomo, ritrovato morto. L'arma del delitto? All'apparenza, un comunissimo ombrello di plastica da pochi yen, di quelli che tutti usano, tutti smarriscono e tutti riprendono da qualche parte.
Ma questo ombrello ha qualcosa che lo differenzia dagli altri. Un piccolo cerchio rosso dipinto sul manico e, soprattutto, un'impronta.
E Nishida si troverà di fronte a un incredibile vicolo cieco quando scoprirà a chi appartiene l'impronta digitale del possibile assassino: all'imperatore del Giappone.
Recensione:
Un italiano che da tempo vive e lavora nel paese del Sol Levante. La scrittura di Scotti parla alle nostre orecchie e alle nostre anime in maniera chiara e diretta e il Giappone, con la sua storia, la sue idiosincrasie, il suo mistero, ci viene regalato tra le sorprese di una trama ad incastri perfetta. "L'ombrello dell'imperatore" è un giallo avvincente, dove la morte si allaccia alla vita, dove il destino è un personaggio fondamentale, dove il caso e la morte giocano in un rincorrersi affascinante.
Un delitto, un'arma insolita come un ombrello, oggetto di tutti i giorni, di così scarso valore da venire dimenticato e abbandonato appena il sole si sostituisce alla pioggia, e l'indagine parte.
Da subito facciamo la conoscenza del protagonista, un poliziotto particolare sia per intuito che per il suo modo di fare così poco giapponese. Nishida è un mezzo sangue e seguendo lui alle prese con un caso quanto mai singolare, veniamo invitati a conoscere e scoprire la cultura giapponese, che agli occidentali troppo spesso appare ermetica.
E' un personaggio che piace e conquista. Facile lo scambio empatico con lui e di conseguenza appassionarsi al giallo. Scotti usa un espediente intelligente, che da una parte rende partecipi dell'indagine, piena di svolte, e dall'altra permette di confrontarsi con varie tipologie di persone. Ecco che un semplice ombrello diventa fondamentale, e le mani attraverso le quali passa ci fanno accostare a uomini e donne, ragazzi oppure anziani, che sono ognuno un diverso, ma complementare aspetto, della complessa società giapponese.
Un ritmo sempre brillante, innestato su un'esposizione corretta ed elegante, mostra le luci, l'ordine e la bellezza superficiale per poi puntare verso il sottobosco e raccontare le difficoltà, le realtà che cozzano le une con le altre, il brutto che anche questo paese millenario possiede. C'è il sogno e la speranza che si infrangono contro un muro di regole ferree: ordine, onore, silenzio e obbedienza. C'è la trasgressione che rimane comunque in confini precisi. C'è la disperazione dell'inadeguatezza e la paura del fallimento. Eppure esiste anche la bellezza di una città pulsante, la saggezza di chi ha imparato il mestiere della vita, l'ironia e l'irriverenza di chi, conoscendo benissimo la musica, può permettersi improvvisazioni nei passi di danza.
Incastonato nel Giappone di oggi, reale e possibile nella storia, "L'ombrello dell'imperatore" è una lettura nella quale è facile immergersi, stupirsi, lasciarsi prendere. Il male nella sua forma deviata oppure banale è lì, nascosto, che cerca di rifuggire il mondo e scappare a quel testardo di Nishida, che non trova pace finché ogni pezzo non ha trovato il suo posto, ogni indizio spiegazione, fino a raggiungere, con un semplice ombrello, l'augusta figura dell'imperatore.
Un uomo è morto, un'arma insolita, e nella lista dei sospetti c'è l'imperatore. In Giappone sei colpevole fino a prova contraria. Sbrogliate la matassa di questo giallo da non perdere!
(Tatiana Vanini)
Citazioni da questo libro:
A volte le storie più belle non sono quelle che non finiscono, ma quelle mai iniziate.
La vita è quell'istante che passa tra il momento in cui si porta l'estremità di uno spaghetto alla bocca e quello in cui l'altra lo raggiunge.
Piovere col sole: quando accadono cose fuori dall'ordinario.
La dea della fortuna si allea ai coraggiosi.
Il cavallo senza soma non ha ferite.
Spesso si trova tutto proprio quando si smette di cercare
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