Trama:
Per la band, il mondo si divideva in Rock e in pop. Il Rock era la verità assoluta, il pop la finzione. Il Rock erano loro con il loro pensiero, il loro modo di vestire, la loro musica, la loro vita. Il pop erano quei fighettini e quelle puttanelle snob del centro commerciale. Il Rock era un sasso volgare. Il pop una colorata gemma di bigiotteria.
Tra i suoni di amplificatori sfondati, canzoni dei Nirvana, occupazioni scolastiche e discorsi sul senso dell’esistenza, si dipana una storia d’amore discordante. Una ragazza che rappresenta un’entità quasi inafferrabile. Un’emozione a cui dedicare lettere che forse non verranno mai spedite. Annalisa è Marlene, per gli occhi e il cuore di Manuel. La realtà è molto più difficile da mettere a fuoco, incasellata e costretta com’è in consuetudini troppo "pop".
Commento:
Bellissimo questo libro che mescola l'amore inespresso di Manuel, il protagonista, con una nitida fotografia degli anni ottanta e novanta, un romanzo che trasuda sentimento, musica, ma anche rabbia, come si avverte dai colloqui diretti ed a tratti anche un po' forti. Manuel rappresenta l'icona del ragazzo tipico di quegli anni: quello che vuole apparire un duro a tutti costi ma che ha in mente la sua bella, che pensa al sesso, all'alcool ed alla musica, con la sua chitarra sempre sulla spalla.
La musica che ha segnato quegli anni e la sua stessa vita (nel romanzo), contende quasi il ruolo da protagonista a Manuel, tanti sono infatti i riferimenti, le canzoni che scorrono nel romanzo, i richiami ai testi. Il libro ci mostra l'aspetto meno rude del protagonista quando, diversi anni dopo la fine del liceo, incontra nuovamente la ragazza che gli ha illuminato, ma anche rovinato, l'adolescenza, riportandolo agli anni in cui lui era innamoratissimo e lei, seppur sempre presente e disponibile, lo considerava solo un amico.
Egli ripercorre così gli avvenimenti e, attraverso le lettere che ha scritto per lei, la sua musa, ma che non le ha mai spedito, mostra al lettore il suo animo delicato.
Il finale non è scontato, anzi... come dice l'autore, alcune cose devono restare sogni perché, materializzandosi, non possono fare altro che deludere.
Molto intenso.
(Maria Guidi)
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