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Intatto-Intact. Ecopoesia-Ecopoetry. Testo originale a fronte
di Massimo D'Arcangelo, Anne Elvey, Helen Moore

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    Casa Editrice: La Vita Felice - 97 pagine
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Poesia

    Trama:
    "I tre autori di 'Intatto', rispettivamente pugliese e toscano d'adozione, australiana e inglese residente nella Scozia del Nord-Est, sono diversi tra loro: per storia personale, per formazione, per età. Eppure l'attenzione verso il mondo, verso l'altro nel mondo, li fa convergere in un'esperienza comune. Pur mantenendo la propria individualità di stile e immaginazione, essi mettono in comune sguardi e linguaggi cimentandosi a vedere e dire le stesse cose. Se però si vuole individuare una tonalità fondamentale in questo discorso a tre voci, allora bisogna cercarla in una comune aspirazione alla giustizia, in una 'ricerca di giustizia poetica nel contesto generale di tutte le forme di espropriazione', scrive Helen Moore. 'Perché essere ecopoeta' sottolinea l'autrice inglese, 'non è esprimere solo la gioia e la meraviglia di stare al mondo, ma anche la rabbia e il dolore per la devastazione che il capitalismo globale infligge a tutti gli esseri.' Questo stato di guerra, il lutto per le rovine di cui si conoscono i responsabili, ci fanno capire che non c'è nulla di ingenuo, irenico o romantico nell'ecopoesia. Ecopoesia è coscienza di una duplice espropriazione: quella dell'umano - abusato, sfruttato, dominato - e quella del non umano. L'umano è qui spesso carnefice, ma è anche vittima: vittima di soprusi storici, degli abissi di giustizia tra 'noi' e 'loro', e della violenza che annulla le differenze tra chi la subisce. Ancora più presente, però, nella coscienza dell'ecopoesia, è la realtà della dimensione più-che-umana come portatrice di segno e di senso, indipendentemente dal segno e dal senso che vi lascia l'umano. Il segno nella vita non solo umana è la ricchezza d'informazioni dei suoi codici genetici, è la capacità di organizzarsi e di stare al mondo. E il suo senso è patire e gioire, temere e amare, desiderare e sognare."
    (dalla Prefazione di Serenella Iovino)

    Recensione:
    Due poetesse anglosassoni, una anglo-scozzese e l'altra australiana e un poeta italiano, sono gli autori di questa raccolta, pubblicata con il testo a fronte, che testimonia quanto l'ecopoesia possa denunciare con vigore, senza rinunciare a tecniche poetiche ed espressive di notevole levatura.
    La traduzione dall'inglese è stata curata da Francesca Cosi e Alessandra Repossi, mentre dall'italiano da Todd Portnowitz.
    Sessanta componimenti che si sussuegono e creano una serie di immagini, di quadri talmente ben dipinti da trascinare la lettrice e il lettore all'interno di un mondo dove luci e ombre delineano azioni e situazioni di cui ci si scopre spettatori e sulle quali si è costretti a riflettere.
    E' la capacità descrittiva che emerge come mezzo per denunciare e gridare il proprio orrore di fronte al maltrattamento dell'uomo nei confronti del nostro pianeta. La simbologia presente in tutta l'opera, si rifà agli elementi della natura, foglie, alberi, fiori, insetti, contrapposti alle macchine, alla tecnologia.
    Come se si volesse avvertire l'umanità che la simbiosi con l'acqua, con la montagna, con il bosco è il vero vivere, la riunione con l'elemento da cui siamo nati.
    Partendo da questo conflitto, intervento dell'uomo e incontaminazione, la raccolta vuole gettare anche uno sguardo sulla nostra società, dimostrando che la stessa arroganza che l'umanità ha nei confronti del creato, si ritrova nei rapporti tra le persone, dove il prepotente schiaccia il debole senza ritegno.
    Dal punto di vista formale c'è totale libertà. Il verso libero la fa da padrone. Interessanti le assonanze musicali sia in lingua inglese che in lingua italiana, testimonianza di un'ottima traduzione.
    Per chi scrive, la poesia più incisiva di Massimo D'Arcangelo è "Gli Occhi Possono Respirare", quella più profonda di Anne Elvey "No One No Thing" e la più coinvolgente di Helen Moore "Midsummer Heat".
    E' un'opera di livello, ben composta e ben strutturata. Dallo spessore intellettuale non indifferente che ben accompagna l'impegno civile dei tre autori.
    (Paolo Tognola)



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