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Genere: Narrativa

Trama:
La pesca è stata ed è ancora la mia vita interiore. Non parlo spesso nella vita con Dio né con la mia anima, né con le persone care che ho perso per strada. Lo faccio pescando. Il mistero di quanto si nasconde sott'acqua è in grado di farmi riaffiorare i dubbi su quanto si nasconde nell'eternità. L'ingiustizia di un atto barbaro, primitivo - l'uccisione delle catture libera un dibattito interiore, mai risolto, ma infinitamente vitale.
La pesca per me, a volte, è quasi una religione. E quello che non sono mai riuscito a far capire a mia madre, a mio padre, agli amici, alle donne che ho amato. Spero di riuscirci con i miei figli. Perché? Beh, perché io ho avuto un ottimo padre, ma oggi so che avrei voluto un padre pescatore. Qualcuno che mi segnasse le vie da percorrere, mi dicesse come fare il nodo per legare l'amo senza farmelo studiare sui libri con i disegni sempre poco chiari, qualcuno che si alzasse con me all'alba sapendo che cosa stavo provando.

Commento:
Un ombrello per le anguille. Racconti scritti sull'acqua ci mostra un Marziani un po' diverso dal solito, non solo perché si cimenta in brevi racconti invece che in un romanzo, ma soprattutto perché stavolta l'autore ci parla di sé.
Come riesca Marziani a tramutare ricordi e riflessioni personali in storie coinvolgenti per chiunque, come possano dei racconti di pesca appassionare anche persone per nulla interessate all'argomento, è solo da imputare alla bravura dell'autore. Lo stile evocativo delle sue parole e l'aria rarefatta, a tratti quasi malinconica che permea i suoi scritti, sono infatti capaci di trasmettere emozioni a qualsiasi tipo di lettore.
Che parli dell'apertura della pesca alla trota oppure della papera di Martina, quel che l'autore fa è regalare storie delicate ed intrise di sentimento che, senza inutili sdolcinatezze, svegliano sensazioni, ricordi e riflessioni in ciascuno di noi.
E' il passato che parla attraverso questi racconti, sono i ricordi di un periodo ormai remoto nel tempo, non solo per gli anni trascorsi, ma per la vita che è cambiata sotto ogni aspetto, rendendo differente persino la pesca - con i nuovi metodi - ed addirittura fiumi e ruscelli, il cui corso è spesso differente da quello originario per motivi legati all'interesse dell'uomo.
Un ombrello per le anguille sembra quasi invitare il lettore a fermarsi, a prendersi del tempo per sé, per ritrovarsi, per ricordare o solo per ritagliarsi - in una vita sempre più frenetica - un po' di tempo per far ciò che amiamo e che ci fa star bene. Davvero bello.
(Maria Guidi)

Dello stesso autore:
A pranzo con Giulia e Il paese dei ghiottoni
Barafonda
La signora del caviale
La trota ai tempi di Zorro



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