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SANGUE GAROFANO E CANNELLA
di Cinzia Pierangelini e Giovanni Buzi


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  • Genere: Storie vere/Informazione

    Trama:
    Amalgamando verità e invenzione, proprio come in una ricetta, gli autori del romanzo di fantasia Sangue garofano e cannella tornano a puntare i riflettori su una delle vicende criminose che più hanno scosso l'Italia degli anni '40: gli efferati delitti di Leonarda Cianciulli, detta La saponificatrice di Correggio. Accostando gli articoli, la biografia e le testimonianze reali, e di pubblico dominio, a personaggi e dialoghi di fantasia e a un 'sentire' immaginario dell'assassina, scritto in prima persona, questo libro intende continuare a scavare nel Male in cerca delle sue, spesso, incomprensibili origini.

    Commento:
    Un libro agghiacciante questo sulla Cianciulli, che mescola alla scorrevolezza del romanzo la crudeltà di fatti realmente accaduti e l'orrore per i comportamenti di Leonarda, nota come la saponificatrice di Correggio.
    I due autori, così ben integrati da far sembrare il libro come scritto a una sola voce, rispolverano una vicenda che sconvolse l'Italia dell'epoca, per i retroscena raccapriccianti e la follia che nascondeva. Il libro si basa, infatti, su avvenimenti documentati ed effettua una precisa ricostruzione degli eventi o almeno di quel che, all'epoca, si riuscì a capire dell'accaduto, per quanto molti aspetti rimasero sempre poco chiari.
    Il giornalista alla ricerca dello scoop sembra essere l'unico personaggio inventato di sana pianta, per quanto si possa tranquillamente ipotizzare che molti uomini abbiano realmente cercato di fare quel che la Baldini e Buzi hanno solo inventato. Quello in cui i due autori si sono cimentati è soprattutto legato alla ricostruzione dei processi mentali della Cianciulli, tanto che il romanzo sembra essere quasi un diario, con la donna che ripercorre gli eventi e racconta le motivazioni - legate a presunti disturbi psichici e sacrifici di sangue fatti per salvare i figli - che portarono agli omicidi. Già all'epoca si ipotizzò, però, che il movente economico fosse anch'esso ben presente, considerato che l'assassina si premunì sempre di farsi firmare delle deleghe dalle donne uccise, per poter venderne i beni ed appropriarsi del ricavato.
    Tra vicende storiche, passaggi inventati e citazioni dell'opera e degli studi di Cesare Lombroso - antropologo e criminologo che associava le caratteristiche fisiche al comportamento criminale - il libro scorre velocemente all'epilogo, lasciando il lettore inorridito per la tranquillità mostrata da Leonarda nelle sue descrizioni degli eventi, molte delle quali riprese dai documenti dell'epoca.
    Un libro che suscita non pochi brividi, di orrore e raccapriccio perché, essendo basato su una vicenda realmente accaduta, ci ricorda che spesso i veri "mostri" sono persone insospettabili, fin troppo vicine a noi.
    (Maria Guidi)

    Della stessa autrice:
    'A jatta
    Un'altra Julia



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