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Genere: Mistery

Trama:
L'amore dannato è il mantello con cui il Male scalda il gelo dell'anima. Chi ha la sventura di non sapersi sottrarre a quel calore è perduto, entra nella ragnatela di un destino scritto da forze maligne che lo governeranno senza tregua fino al compimento del Primus Acto, il termine dell'oscuro disegno. Fino a vedere gli occhi del predatore che lo aspetta. Gli occhi di Beatrice Lunãs conficcati nelle menti di Ramon Ademar.
Ramon ci ha raccontato questo amore e ora sta a noi giudicare, se possibile. Alcuni ritengono che Ramon Ademar sia completamente pazzo, e forse hanno ragione. Se però avessero torto, ebbene, dopo aver letto il suo racconto dovremmo ammetterlo: riusciremmo d'un colpo a spiegarci il perché di un mondo alle volte tanto crudele.

Commento:
In meno di 130 pagine Riccardo Jevola è riuscito a raccontare una storia di un'intensità straordinaria, con un intreccio elaborato e ricco di pathos, a tratti quasi morboso, che non può che tenere legato a sé il lettore, dalle prime righe, "Sono Ramon Ademar [...]. Sono un assassino e un antropofago", fino al sorprendente epilogo e alle (folli?) spiegazioni che stanno dietro agli eventi conclusivi della vicenda.
Quanto si può amare? Fino a dove ci si può spingere per amore? Ma soprattutto, cos'è un Primus Acto?
Amore e morte si susseguono in questa storia che, dipanandosi nei secoli, tocca presente, passato e futuro per legare (o forse sciogliere?) per sempre i diretti interessanti. Sullo sfondo, un'aura di magia che aleggia su persone e cose, una magia che prende corpo e sostanza attraverso misteriosi intrighi che rendono la realtà che ci circonda improvvisamente meno sicura.
Ben scritto, fluido e coinvolgente, Primus Acto porta il lettore in una realtà che, a prima vista, sembra quella quotidiana, in cui pare possibile riconoscre persone e situazioni ma che, pervasa improvvasimente da motivazioni mai credute possibili e strani giochi di potere, fa vedere ogni cosa sotto un'altra luce e, perché no, fa nascere qualche nuova inquietante domanda in ciascuno di noi...
Eh si, perché alla fine le parole di Ramon scavano nell'animo: "Chi vi garantisce di non essere come me? Se è solo perché non vi ritenete capaci di fare ciò che ho fatto io, vi sbagliate. Anch'io mi immaginavo così, assolutamente incapace di fare del male. Un brav'uomo".
Da leggere, fino all'ultima, enigmatica, ammissione!
(Maria Guidi)



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