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Genere: Noir

Trama:
"Milano, via Padova, un'anziana prostituta giace assassinata nel suo letto. Il referto del medico legale recita "morte per asfissia". In bocca e nella gola della sventurata ciocche di peli sintetici tolgono ogni dubbio circa la natura dell'arma del delitto: un peluches, un tenero orsacchiotto di cui si è persa ogni traccia. Il suo nome è Gosa e dal divano di Ginger, vecchia prostituta e sua amata padrona, è ora finito per strada, gettato via come si fa con l'arma del delitto, buttato tra le vie indifferenti di una nuova Milano da bere.
Un barbone, tre spazzini, un'ex moglie, un ragazzone ritardato, un killer, un trentenne da aperitivo, uno psicologo, un meccanico, uno sbirro, un orsacchiotto che brama vendetta e poi Milano, un formicaio di peccatori che parcheggiano in doppia fila!
"Muto come un orsetto", una favola di mezzanotte narrata attraverso gli occhietti neri del peluches di una...

Commento:
Noir dal protagonista decisamente improbabile, Muto come un orsetto di Helfrid P. Wetwood - pseudonimo dietro cui si cela un avvocato milanese - è un mosaico di storie graffianti, narrate attraverso gli occhi di Gosa, sgualcito orsetto di pezza appartenuto ad una prostituta.
Sono i pensieri del piccolo orso quelli che vediamo scorrere tra le righe, perché, come da titolo, essendo un orsetto di pezza, lui non ha voce; proprio per questo motivo non può salvare la sua cara Ginger dall'uomo che la ucciderà, non può urlarle i suoi avvertimenti. Ginger però, con le sue massime a denti stretti, accompagna comunque il lettore attraverso tutte le storie che Gosa racconta.
L'omicidio di Ginger, infatti, è solo il punto di partenza per fare un giro nei meandri più oscuri di Milano: perversioni, sofferenza, solitudine, oppressione, crudeltà... Tante, diverse ed a se stanti sono le avventure in cui Gosa, passando di mano in mano, si trova coinvolto ed ha così modo di vedere uno spaccato, quello peggiore forse, della città in cui vive.
Non può parlare, è vero, ma la rabbia dei suoi pensieri arriva comunque fino al lettore, trasuda dalle sue riflessioni e colpisce, perché quelle descritte sono storie fin troppo reali, che si sentono di continuo al TG o che capitano al nostro vicino di casa o all'inquilino del portone accato.
Un noir duro, cattivo, ma decisamente (dolorosamente!) realistico.
(Norberto Loricati)



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