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Genere: Giallo/thriller

Trama:
Arrivata a Parigi per lavorare presso una fondazione d'arte, Helena Fenton scopre che la sua migliore amica le ha mentito. Dietro quella bugia, all'apparenza banale, si nasconde un'intricata rete di segreti legati a un quadro e a un brutale omicidio. Helena accetta la sfida di capire come fatti apparentemente lontani siano in realtà tra loro collegati e si trova a fare i conti con il proprio passato, con le menzogne del marito, Dan Hunter, scomparso in un banale incidente.
Lentamente si accorge che la morte di Dan è collegata a un omicidio avvenuto negli anni Settanta nella campagna di Bordeaux. I personaggi della storia non sono mai come appaiono: da Bertrand Lamberg, direttore della fondazione, all'amica Ruri de Chevigné e a Paul Lissitzky, avvocato senza scrupoli.

Commento:
Un raffinato giallo ambientato nel mondo lussuoso delle gallerie d'arte internazionali, un buon romanzo che ricorda i grandi thriller di Dan Brawn.
Il racconto inizia in maniera malinconica e introspettiva, si percepiscono i sentimenti e il disorientamento della protagonista che ha perso il marito: "Morto in un incidente o fatto fuori di proposito"?
Da subito si capisce, infatti, che dietro a ciò si cela un mistero e che Helena ha dei sospetti.
Lo stile è molto scorrevole e dà al lettore l'impressione di seguire, fotogramma per fotogramma, un film ad alta tensione; i dialoghi sono esposti in maniera davvero realistica e concreta e non sono troppo "costruiti" anche se, in qualche caso, alcune parole troppo settoriali rischiano di far sembrare le frasi leggermente surreali.
La storia è coinvolgente e accattivante, dei tanti personaggi, alcuni sono ben caratterizzati, altri lanciati nel racconto un po' forzatamente, ma nulla tolgono alla realisticità delle vicende.
L'ambientazione nel campo dell'arte non è originalissima, ma per gli amanti di questo contesto, leggere La donna del labirinto sarà un piacere, perché nel complesso si tratta di un libro che merita di essere conosciuto al pari di altri famosi thriller.
Come una regista, Valentina Olivastri è, infatti, riuscita a mettere in scena qualcosa di corposo, raffinato e ben costruito.
(Jessica Franco)



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