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Genere: Poesia/Riflessioni

Trama:
Se con l'occhio dello storico dovessi valutare l'epoca in cui vivo, non avrei dubbi nell'affermare che la malattia del mio tempo è la retorica del politicamente corretto. Il pensiero personale è ormai schiacciato nella morsa di parole d'ordine che tentano di sostituire la stessa realtà dei fatti e chi non si adegua riceve la condanna di apparire intransigente, in modo da occultare la sua autonomia di scelta; un tempo, invece, non avevamo bisogno di essere consigliati per sapere cosa fosse sincero ed errato, prima d'oggi riuscivamo a esprimere quello che credevamo intimamente, senza preoccupazione del giudizio che avremmo ricevuto da parte di chi afferma di essere tollerante.
Dall'introduzione fatta dall'autore

Commento:
E' difficile parlare di un libro che raccoglie aforismi, perché non ha un protagonista, non ha un argomento, semplicemente parla di tutto ciò che è vita: uomini, donne, politica, religione, lavoro, etica e qualsiasi altro argomento faccia parte dell'esistenza.
Zaffagno, in poco più di cento pagine, regala al lettore le sue convinzioni su ciò che vive ogni giorno, rappresentando il proprio pensiero in poche parole, a volte dure, altre musicali, che chiariscono con immediatezza la sua posizione sull'argomento affrontato.
La reazione che si prova leggendo il libro o saltellando qua e là tra le pagine, visto che gli aforismi lo consentono, è diversa e dipende dal tema trattato ma soprattutto dalle esperienze vissute.
Ci sono riflessioni che lasciano spiazzati e che non tutti condivideranno per il diverso modo di vedere le cose; ce ne sono altre che faranno riflettere su atteggiamenti e modi di fare a volte assunti senza pensarci; ci sono quelle che, seppur corrette e condivisibili, appaiono un po' banali; o quelle il cui senso è poco chiaro, perché sembrano più un messaggio diretto a una persona specifica che fini a se stesse.
Ci sono però anche quelle assolutamente condivisibili e che calzano a pennello a tutte quelle occasioni in cui non abbiamo voluto vedere le persone per ciò che sono, ma solo per quel che avremmo voluto: Vedo ovunque individui che si innamorano dell'idea di una persona, trascurando la verità che essa rappresenta e struggendosi dove la realtà smentisce i loro sogni distorti.
Allo stesso modo, non si può che apprezzare l'autore quando ci ricorda che riconoscere un errore sembra quasi diventata una prerogativa da eroe, perché è proprio vero, ammettere di aver sbagliato e magari chiedere scusa oggi accade di rado; ancora, l'incitamento a cambiare ed impegnarsi a fondo, quando le cose non sono come le vorremmo: se un uomo non è in grado di costruire il suo mondo, allora è tempo di ripensare se stesso.
Una raccolta piacevole, un modo per fermarsi a riflettere su un'infinità di argomenti, per condividerli, contestarli o prenderne spunto per il futuro.
(Maria Guidi)



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