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Genere: Giallo

Trama:
Un faro in mezzo al mare d'Irlanda, Jo, il guardiano italiano, criminologo mancato, sono i principali protagonisti di un thriller dal ritmo incalzante e dai continui colpi di scena. Tutto ha inizio con il corpo nudo di una bellissima ragazza trovato una notte di bufera tra gli scogli della torre di granito. Altri cadaveri seguiranno.
A indagare è chiamato l'ispettore Casey, un poliziotto. Il principale sospettato è Jo, il solitario guardiano del faro, un uomo affascinante e mite, ma incapace di resistere a violenti eccessi di collera. Cosa nasconde il suo passato? E lui l'assassino? Quale mistero si cela dietro gli omicidi seriali? Il terrore avrà mai fine?

Commento:
Un giallo relativamente breve che, in meno di 200 pagine, regala al lettore una storia coinvolgente e ricca di suspense.
Sarà l'idea romantica del faro, sarà la figura affascinante del guardiano solitario e tormentato, ma Il faro delle lacrime cattura già dalle prime righe e trascina velocemente fino all'epilogo, grazie ad un intreccio ben congegnato ed una storia originale.
I personaggi non sono numerosi e risultano tutti ben caratterizzati; persino l'ispettore Casey, che è forse quello un po' più stereotipato nella figura del poliziotto cattivo, è perfettamente inquadrato nel suo ruolo. Molto delicata, ed allo stesso tempo simpatica, la giovane Kikka, che si presenta a chiunque con la frase: "Mi chiamo Kikka e ho la sindrome di Down, però a mosaico" spiazzando così chi le sta di fronte e approfittando anche un po' dell'imbarazzo che la sua affermazione così diretta puntualmente genera.
Il romanzo si snoda tra il presente solitario e silezioso vissuto al faro da Jo ed il suo passato che, raccontato attraverso ricordi e riflessioni del protagonista, consente al lettore di venire a conoscenza degli eventi gradualmente, fino ad avere una visione chiara e completa di quanto accaduto in precedenza.
Notevoli le pagine in cui Beccati descrive l'adolescenza di Jo (Giovanni per tutti, all'epoca), con quel modo di vivere caratteristico dell'epoca e della zona, gli insegnamenti di don Buttita col suo bastone siciliano e la profonda amicizia per Salvatore.
Cosa accadde poi, per far precipitare la situazione? Perché i cadaveri di giovani donne continuano ad arrivare sull'isola? Di chi sono quei pensieri trasudanti follia che riempiono certe pagine?
Ben scritto, avvincente e suggestivo, un giallo da leggere.
(Maria Guidi)



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