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Genere: Storie vere

Trama:
Il dolore di una donna che scopre la malattia nel figlio, che lotta contro il sistema, contro tutto ciò che dicono i medici, contro i cambiamenti che questo male porta nella sua vita e in quella della sua famiglia per rivendicare il proprio ruolo di madre.
Un racconto che vuole essere messaggio di speranza e di incoraggiamento. Per non mollare mai, per trovare la forza nel sorriso del proprio bambino.

Commento:
"Avremo sempre sogni da seguire e mete da superare, stelle da prendere per la coda. Avremo sempre nuovi traguardi sempre corse da fare con le nostre gambe, per quanto lunghe o corte che siano, correremo sempre. E sempre arriveremo lontano".
Un libro scritto da una donna da ammirare, da una mamma che lotta per e con i propri figli. E' una storia che ti lascia sconcertata, e che immediatamente fa sì che tu ti chieda se riusciresti ad avere lo stesso coraggio e la stessa tenacia se fossi al suo posto. D'istinto risponderesti di no, ma l'amore muove il mondo e quello di una madre fa davvero miracoli.
Gloria Baresi scrive questo libro perché non si arrende, anzi, è pronta ad affrontare la sfida con una forza che le viene dal presente e da un'esperienza del passato (un amore adolescenziale perso senza aver lottato). Lo scrive per Daniele e Cristian, i suoi due figli, per se stessa e per il suo desiderio di esternare ciò che sente, ma anche per tutte quelle famiglie che si trovano nella stessa situazione di disperazione, dolore e impotenza, in modo che si sentano meno sole e ritrovino un po' di forza e coraggio per combattere.
E' una storia scritta con uno stile pulito ed essenziale, che non si avvale di un linguaggio retorico né pesante: è la voce di un essere umano che, di fronte ad una tragedia, cerca di reagire come può e nei modi più disparati, dall'ironia all'angoscia, dalla tenerezza al cinismo.
Tali sono la confidenza e l'intimità che la scrittrice riesce ad instaurare con il lettore che, una volta finito il libro, ti viene quasi voglia di chiamarla per sentire come sta, come si sentono i suoi due piccoli eroi e cavalieri, se con Ivan è tutto a posto.
Quello che colpisce di più, oltre appunto alla risolutezza che accompagna ogni parola e ogni pensiero, è quanto questa mamma sia fiera e orgogliosa dei suoi bambini, quanto sia consapevole del fatto che attraverso i loro occhi ha la possibilità di vivere una nuova vita piena di sorprese e felicità, riuscendo ad aggirare l'ostacolo della malattia: perché i figli fanno questo, fanno vedere la vita in un modo speciale e ti fanno venire la voglia di scoprire cosa c'è di bello e di nuovo dentro ogni domani.
(Benedetta Gigli)



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