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Genere: Narrativa/Poesia

Trama:
Icarus Ŕ un piccolo viaggio fra narrativa e versi, alla scoperta di un modo leggero e profondo di vivere il reale.
Tre racconti brevi, ironici e spiazzanti, inducono il lettore a concepire aspettative poi smentite da un finale sorprendente e anche amaro, in un raffinato ma godibilissimo registro linguistico.
Sembra quasi che l'autore inviti a toccare con mano quanto spesso le nostre categorie interpretative ci portino a costruire sovrastrutture, che la realtÓ si incarica successivamente di smentire per mostrarsi esattamente com'Ŕ al di lÓ degli indizi fuorvianti in cui ci siamo imbattuti nel percorso.
Gli intermezzi poetici, stilisticamente molto densi, regalano al lettore momenti di ri-creazione linguistica e musicale senza rinunciare a uno spessore comunicativo di tutto rispetto. Sospeso fra piacevole levitÓ e rilevanza concettuale, Icarus Ŕ un piccolo, grande libro che attraverso aspetti minuti parla dell'universo e, dunque, dell'uomo.

Commento:
"Breve" Ŕ di certo la prima cosa che viene in mente dopo aver letto l'opera di A. Cipollini, Icarus contiene, infatti, solo tre racconti e tre poesie, forse un po' pochi per cogliere in pieno il messaggio che l'autore vuole trasmettere. In questo aiuta per˛ decisamente la prefazione, curata da Simona Spinoglio, che instrada il lettore verso il giusto metro di interpretazione da utilizzare.
Il filo conduttore del libro - le differenze oggettive che esistono tra la realtÓ e ci˛ che noi percepiamo, tra l'apparenza e la reale essenza delle cose - Ŕ chiarissimo nei racconti, forse un po' meno immediato nelle tre poesie indiscutibilmente inutili, come le definisce l'autore ma che, in realtÓ, di inutile non hanno nulla.
Quel che maggiormente colpisce Ŕ, infatti, lo stile di Cipollini che, indipendentemente dal fatto che si tratti di un racconto o di una poesia, risulta sempre da ammirare, per la proprietÓ di linguaggio e per le immagini che riesce a far fiorire nella mente del lettore.
Le poesie non sono inutili, ma piacevoli e musicali, mentre i racconti sono davvero cinici (come afferma Cipollini), forse persino un po' crudeli per quel cambiare improvvisamente le carte in tavola, lasciando sbigottiti protagonisti e lettori.
La grande ironia dell'autore si percepisce persino quando, a libro finito, si arriva alle info sull'autore stesso ed ai ringraziamenti.
Arricchiscono il libro alcune immagini che, citando l'autore, ha inserito in modo da allungare il brodo, ma che sono invece direttamente collegate a ci˛ che egli scrive: tale connessione appare difficile da interpretare - tranne in un paio di casi - soprattutto se non si conosce il significato della foto... ma c'Ŕ! Ai lettori pi¨ curiosi, provare a cercarla!
(Maria Guidi)



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