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I RAGAZZI DI PRIMA CLASSE. La storia dei tennisti sopravvissuti al disastro del Titanic
di Daniele Azzolini


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  • Genere: Sport

    Trama:
    "La tragedia del Titanic causò la morte di 2223 persone, tutte quelle che erano a bordo. Poi, settecentocinque di esse tornarono fra di noi, in vita, testimoni della grande tragedia e ognuna portatrice di un messaggio". Era la notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, cento anni fa. Fra i superstiti, alcuni dei giocatori di tennis più forti di quegli anni: Richard Norris Williams e Karl Behr, i cui destini s'intrecciano per la prima volta durante il disastroso naufragio del Titanic per ritrovarsi poi sui campi da tennis più importanti del mondo. Il primo sale sul Titanic con il padre in viaggio verso la realizzazione della sua carriera agonistica, il secondo insegue l'amore della sua vita, Helen, disposto a tutto pur di coronare il sogno di portarla all'altare. "I ragazzi di prima classe" raccoglie queste storie vere e restituisce il toccante e intenso ritratto di due grandi protagonisti dello sport. "Siamo uomini fortunati", dicevano Karl e Richard di se stessi. Non solo... Ognuno con la sua storia, Williams e Behr furono l'esempio di come gli uomini possano superare i momenti più difficili, e gli iceberg più giganteschi, che la vita possa disporre sul loro cammino.

    Commento:
    Un romanzo sportivo toccante e verosimilmente reale. Un insieme di dati storici sul più grande naufragio di tutti i tempi. I ragazzi di prima classe è un libro intenso che racconta come, da una delle sciagure più grandi che il mondo della navigazione conosca, si possa tornare alla vita.
    Pochi i personaggi inventati ma tutti bene inseriti nella struttura del romanzo, che presenta una scrittura confidenziale e giovane, corretta e raffinata.
    L'autore descrive con molti dettagli la vicenda di due grandi tennisti scampati al naufragio e lo fa come solo un giornalista sa farlo, ovvero con un'intervista, che alla fine diviene una sorta di monologo: poche sono infatti le domande poste, tanto lo spazio libero lasciato al narratore per raccontare le vicende vissute.
    Azzolini richiama, senza troppi giri di parole, alle immagini del film di Cameron; la descrizione della nave e di ciò che accade è molto dettagliata, ci sono il lusso della prima e la miseria della terza classe; i tanti morti - oltre duemila - e i sopravvissuti che, grazie ai soccorsi, ce l'hanno fatta e sono tornati alla vita. Non manca la storia d'amore, realmente accaduta ma descritta in modo velato, quasi solo accennata per aggiungere una parvenza di lieto fine alla tragedia vissuta dai superstiti.
    A cento anni dal dramma che si consumò al largo delle Coste del Labrador nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, questo libro dona un nuovo punto di vista, intimo e corale, quasi un omaggio a coloro che non sono tornati ma un omaggio anche a coloro che sono morti e rinati.
    Un bel romanzo, piacevole e sicuramente molto attraente non solo per chi pratica il tennis, ma anche per chi invece è totalmente fuori da quel mondo.
    (Daniela Grigetti)



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