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I CONFLITTI DEL BAROCCO. L'antinomica modernità dell'arte cinetica
di Gaetano Delli Santi


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  • Genere: Arte

    Trama:
    Un saggio, un percorso trasversale nelle arti e nella letteratura dall'epoca moderna a quella contemporanea: un invito a leggere l'espressione artistica con strumenti e occhi nuovi.
    "Nel Barocco ritroviamo sia l'ambiguità sia il dinamismo in tutto ciò che tende a spoetizzare ridicolizzando ogni forma idealizzata dall'apollineo [...]. La forma barocca impone i suoi traboccamenti, così come la forma cinetica impone le sue illusorie deformazioni, ma sia l'una che l'altra comportano deformazioni relative tra contenuto e contenente [...]. La forma barocca, per opera di tutte le ripiegature che la compongono, [...] riflette l'irregolarità di una stabilità instabile: tutto ciò che sembra stabile è instabile, e tutto ciò che sembra instabile è stabile, e ciò costituisce indubbiamente uno degli ingredienti principali anche dell'arte cinetica o concreta."

    Commento:
    Un saggio sull'ambiguità e sul dinamismo del Barocco, movimento culturale del XVII secolo caratterizzato soprattutto da una componente molto forte di estrosità e fantasia. Esso nasce come dissacrante risposta alla staticità e alla compostezza del Classicismo e del Rinascimento, e si caratterizza, in arte, per le forme contorte e aggettanti e per un estremismo fino ad ora sconosciuto.
    Partendo da questo, l'autore si ferma a riflettere sui conflitti che animano questo periodo e lo definisce come l'incarnazione di Dioniso, il dio del vino, dell'estasi e della liberazione dei sensi. Il capriccio libidinico nel Barocco diventa plasticamente lussurioso, non vi sono frontiere al godimento. Pensiamo all'Estasi di Santa Teresa del Bernini, nella Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria a Roma: negli sboffi di quel marmo non si sa dove finisca il contorcimento perverso e dove cominci l'estasi ascetica. Sono due rappresentazioni che si esibiscono in contemporanea, alterando gli equilibri e abbattendo ogni confine possibile tra sacro e profano e in cui, come scrive l'autore, la Santa pare comunicare un'ambiguità che si sposta, in modo bilanciato, sia su un effetto di corpo sedotto, tormentosamente, da una visione soprannaturale, sia su un corpo infatuato di immaginazione erotica.
    Gaetano delli Santi passa poi a confrontare il Barocco con l'arte cinetica, una corrente artistica della prima metà del XX secolo che cerca di introdurre il concetto del movimento nell'opera artistica. L'opera cinetica, infatti, viene progettata in modo da ottenere delle deformazioni metamorfiche, attraverso una serie di movimenti che mirano a cogliere la realtà, rifacendola e modificandola. Così, come la forma cinetica impone le sue illusorie deformazioni, allo stesso modo la forma barocca impone i suoi traboccamenti.
    Lo scrittore riesce quindi ad effettuare un'analisi precisa ed interessante di un movimento tanto vasto ed esuberante qual è stato il Barocco e lo fa in un modo originale, prendendo in considerazione movimenti artistici o letterari successivi al Seicento, che però con questo periodo hanno molto da condividere.
    (Benedetta Gigli)



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