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Genere: Narrativa

Trama:
Il 24 marzo 1976 le Forze armate argentine rovesciarono il governo costituzionale e impiantarono un regime di terrore organizzato che fino al 1983 fece sparire almeno trentamila persone. Le vittime venivano rinchiuse in luoghi segreti e seviziate anche per mesi, gettate ad affogare nel Rio de la Plata o caricate su aerei militari per essere scaraventate nell'oceano con il ventre squarciato, per evitare che i corpi tornassero a galla. Ci furono anche centinaia di neonati tra i sequestrati. Sottratti ai loro genitori, furono dati in adozione clandestinamente a famiglie vicine alla dittatura. Esistevano delle vere e proprie liste di bambini "rubati".
Il dramma di uno di questi nietos depredati ai desaparecidos argentini è ricostruito da Due volte ombra, nella storia di una neonata trafugata dai militari che, da adolescente, si ricongiunge alla sua vera famiglia ed è costretta a mettere in discussione l'intera esistenza.
Il volume è arricchito dalla toccante testimonianza di uno dei nietos ritrovati dalle Abuelas de Plaza de Mayo e contiene una nota di Estela Carlotto, presidente delle "Nonne".

Commento:
Anche se inserito tra la narrativa, il romanzo di Viceconti potrebbe tranquillamente esser compreso nella sezione storie vere o anche in giornalismo e informazione perché, nonostante la storia di Paula sia frutto di fantasia, purtroppo molti argentini possono riconoscersi in essa.
Due volte ombra analizza infatti, in modo lucido e senza ipocrisia, i terribili eventi che ebbero luogo in Argentina durante la dittatura degli anni tra il 1976 e 1983: non solo innumerevoli persone uccise o sparite nel nulla, ma tantissimi bambini rapiti e "ceduti" ad esponenti favorevoli al sistema, cresciuti si come figli, ma privati della propria identità e della propria famiglia d'origine.
Al di là della storia in sé, è soprattutto la testimonianza che l'autore vuole dare di quegli eventi ad avere peso, il rendersi conto che ciò che egli descrive è una realtà vissuta sulla propria pelle da tantissime famiglie che, solo grazie al paziente lavoro delle "Abuelas de Plaza de Majo (letteralmente, Nonne di piazza di maggio, l'organizzazione non governativa che cerca di ritrovare e restituire alle vere famiglie i bambini rapiti durante la dittatura) può oggi nuovamente abbracciare i propri figli e nipoti.
Il lavoro di studio e ricerca che sta dietro al romanzo è evidente, nelle ricostruzioni storiche ma anche nelle descrizioni dei soprusi e delle torture o del minuzioso lavoro investigativo effettuato dalle abuelas per ritrovare i neonati scomparsi. Non si tratta però di un romanzo freddo, basato solo su date, ricostruzioni e testimonianze, anzi, si tratta di una storia toccante e intensa, poiché l'autore riesce bene anche quando si tratta di descrivere la confusione provata da chi si ritrova, di colpo, privato del proprio passato e costretto ad affrontare eventi del tutto inaspettati, in una continua alternanza di sentimenti contrastanti.
Il libro è arricchito dalle voci di chi ha vissuto certe esperienze e di chi, da sempre, si impegna per ritrovare i bambini spariti, testimonianze che danno spessore alla storia in sé e che parlano di vicende sconosciute ai più, perché passate per anni sotto silenzio. Un libro da leggere, per la commovente storia che descrive ma soprattutto per l'attenzione ai diritti umani che richiama.
(Maria Guidi)

Dello stesso autore:
Emèt
Due volte ombra



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