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COMPAGNI DI VIAGGIO. Storia di un amore negato
di Roberta Mombelloni


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  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Migliaia di levrieri in tutto il mondo sono amati e apprezzati come compagni di vita, ma molti (la maggior parte) subiscono crudeltà e violenze di ogni genere. Eppure i levrieri sono esseri pieni di dignità, suscitano ammirazione per la loro bellezza e considerazione per il loro passato; tuttavia, come spesso accade per i beni più preziosi, sono da molti considerati irraggiungibili, fuori dalla portata delle persone comuni. Niente di più falso: un levriero donerà il suo cuore a chi lo saprà amare, indipendentemente dal ceto sociale o dalla condizione economica, cose alle quali solo noi uomini attribuiamo importanza.

    Commento:
    Un omaggio a tutti i cani in generale ed ai levrieri, in particolare: esseri speciali, capaci di un amore totale, disinteressato, senza riserve. Esseri dei quali si conosce poco la storia e soprattutto l'origine, che risale addirittura agli albori della civiltà. Pare, infatti, che la coppia di cani portati in salvo dalla leggendaria Arca di Noè fossero due Tazi, antichi antenati degli attuali levrieri. Inseparabili compagni di caccia nell'Egitto dei faraoni, capaci di una straordinaria fedeltà, in grado di vivere in silenzio a fianco dell'uomo, di donare il proprio cuore completamente. E pare fosse un levriero persino Argo, l'unico dopo tanti anni a riconoscere il suo padrone Ulisse.
    Il breve viaggio di Roberta Mombelloni alterna notizie storiche documentate a leggende ed ancora a racconti che ci traghettano fino ai tempi moderni. E' dall'inizio del Settecento, infatti, che si diffonde a partire dall'Inghilterra la passione per il coursing, la caccia praticata da due levrieri che inseguono una lepre. Da qui al racing il passo è stato breve. E' sconvolgente leggere delle condizioni disumane nelle quali sono tenuti ancora oggi molti levrieri; i Galgos spagnoli sono spesso vittime di atroci torture e uccisioni. Al termine della stagione venatoria, infatti, molti di essi vengono trucidati dagli stessi padroni per una sorta di vendetta sul cane che ha fatto fare brutta figura al proprietario o semplicemente perché è troppo vecchio per continuare a cacciare. Nonostante l'impegno delle associazioni animaliste, è comunque dura sconfiggere mentalità e tradizioni che affondano le proprie radici in un passato molto remoto. Migliore sorte non hanno i Greyhound irlandesi impiegati nelle gare, spesso soppressi giovanissimi - come la piccola Snip Nua - semplicemente perché nessuno vuole accollarsi l'onere di un'operazione, fosse anche solo per rimettere a posto una frattura.
    Grazie a Roberta conosciamo la storia di Hope, Hugo, Dakota e anche di levrieri più fortunati come Bryce e Tiny che fanno ormai parte della famiglia dell'autrice, o meglio del suo branco come preferisce definirlo lei. Cani sopravvissuti alla fame, alla sete ed ai maltrattamenti, eppure ancora in grado di amare l'uomo, di illuminare con la luce dei loro occhi le nostre giornate più buie, di insegnarci la pazienza, l'autocontrollo, la capacità di attribuire agli eventi il loro giusto peso, la gioia di agire in funzione della felicità altrui...
    La speranza per il futuro è che sempre più persone si prendano a cuore la causa dei levrieri in tutto il mondo e che, seppur sembri utopistica la chiusura dei cinodromi, si possa almeno imparare a gestire l'incolumità di questi cani e a rispettare il valore della loro vita. Di questi meravigliosi compagni di viaggio, amici inseparabili, figli del vento. Una lettura consigliata soprattutto a chi non ha un cane, perché sappia che cosa si perde.
    (Raffaella Galluzzi)



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