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Genere: Narrativa

Trama:
Edda nasce nella seconda metà del Novecento in una famiglia di umili origini e in un quartiere popolare alla periferia di Cagliari. Una madre distratta da tanti figli e dall'alcool, un padre troppo assente per motivi di lavoro, la lasciano crescere ostinata e fragile, in mezzo alle molteplici stravaganze dei suoi fratelli. Il sogno è l'unica dimensione in cui può vivere. Edda, infatti, vorrebbe godersi la libertà fuori dalle quattro mura domestiche, dalla sua città e da se stessa.
Alcuni viaggi verso l'emancipazione, a volte obbligati, la portano per lunghi periodi a vivere in Continente. A Palermo fa la giostraia ed è ospite di una famiglia di zingari. A Roma è acrobata in un circo. Mentre la vita incombe, si definiscono in lei i segni di una debolezza emotiva profonda, aggravata dai molti ostacoli che incontra, dagli amori infelici e dai fallimenti che subisce. Conosce Onofrio, l'uomo che diventerà suo marito, e grazie a lui sembra pacificarsi con la parte tormentata della sua anima. Che cosa accade però quando il viaggio non può più essere un rifugio?

Commento:
Intenso e malinconico, il romanzo di Massimo Granchi si srotola lungo l'intera vita di Edda, per mostrarci, attraverso gli eventi che la vedono protagonista, come possa essere facile cadere vittima del male di vivere, un passo dopo l'altro, quasi senza accorgersene.
Proprio seguendo questo andamento crescente, all'inizio del romanzo Edda sembra solo un po' insoddisfatta, in cerca di realizzazione personale e di una vita migliore, per questi motivi, non è affatto facile rendersi conto che sotto c'è qualcosa di più.
La depressione si fa spazio nella sua vita subdolamente, celandosi tra i mille eventi che la coinvolgono: prendere atto che certi modi di fare, certe reazioni che appaiono spropositate, hanno una motivazione così profonda non è semplice.
Allo stesso modo, nemmeno il lettore si rende conto di questo malessere all'inizio. E' solo piano piano, una pagina dopo l'altra, mentre la vita della ragazza prosegue e le vicende si accavallano, che tutto l'inisieme inizia ad assumere nuovi, precisi contorni.
L'insoddisfazione porta la donna ad avere una vita ricca di cambiamenti, di nuovi inizi, di ritorni al passato e nuove riprese, perché - incapace di trovare un po' serenità - nessun luogo sembra un porto sicuro in cui fermarsi per godere di ciò che ha, tanto che nemmeno il matrimonio e il figlio riescono a placare quel mostro che la consuma dall'interno.
Un romanzo che esplora un malessere oggi fin troppo diffuso, raccontandolo al lettore attraverso gli occhi di chi, questo malessere, lo vive. Molto bello.
(Maria Guidi)



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