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Genere: Narrativa

Trama:
"Vi racconterò cosa è successo perché è un buon modo per presentarvi mio fratello. Si chiama Simon. E' un tipo che vi piacerà. A me almeno piace un sacco. Solo che tra qualche pagina sarà morto. Non è più stato lo stesso, dopo." Ci sono momenti che ti cambiano la vita. Per Matthew Homes, nove anni, il primo è stato l'incontro con Annabelle, l'estate della vacanza a Ocean Cove. Il secondo la morte di suo fratello Simon, quello con la faccia tonda e sorridente, tonda come la luna. Da quel giorno niente è più stato come prima. Matt, costretto ad affrontare un segreto così enorme e terribile da non poterlo confessare a nessuno, avrà solo un pensiero in cui trovare conforto e grazie al quale ricominciare a lottare: il ricordo della faccia tonda e sorridente di suo fratello, tonda come la luna. Una grande avventura, la storia di un ragazzo che trova il coraggio di lottare contro i propri demoni e di diventare uomo. Un viaggio all'interno della mente umana e della sua follia. Un romanzo che ci ricorda che ci sono cose da tenere strette mentre la vita scorre via, mettendoci di fronte ostacoli che ci fanno venir voglia di dimenticare. Cose da custodire con cura. Perché è grazie a loro che si diventa grandi.

Commento:
L'intreccio non risulta particolarmente di spicco, talvolta un contenitore al limite del pretestuoso, come nell'episodio dell'agnizione di Annabelle. La rappresentazione ci viene proposta come sconnessa, ma sconnessa in modo originale. Incalzante il montaggio dei quadri, con sapienti effetti ramping avanti-indietro e passaggi fuoco-fuori fuoco fra immaginario, sogno, dati di fatto.
Il linguaggio è estremamente efficace, veloce e diretto.
La sintassi pare paratattica, che fa coppia con la paratassi della sequenza temporale. Ho trovato che il tempo si snoda per nuclei coordinati e non subordinati, è tutto sullo stesso piano, così da evidenziare le differenze di umore e di pensiero di Matt che mescola sbrendoli del presente con sbrendoli del passato o meglio con vari strati e versioni del passato.
Questi i caratteri fondamentali dell'opera.
Le esplorazioni introspettive talvolta sono così coinvolgenti che il lettore è portato a rispondere ad alcune delle domande di Filer (rapporti con i genitori; rapporti con il fratello; analisi dei ricordi salvati e loro livello di definizione e di affidabilità; ricerca degli episodi e degli incontri di svolta). Fra sentimenti distorti ed amplificati Matt ricorda e non ricorda il proprio vissuto e se lo ha vissuto; è un io ma anche un lui di cui sta narrando. Spiazzante.
Matt costruttore di racconti, disegni, "Progetti Speciali" e distruttore di se stesso, già all'inizio del libro si trova nella situazione che il finale fa intuire: in bilico, ingabbiato in un ciclo vuoto che tende a ripetersi ineffettuale, un puro esistere in compagnia della sua scombuiante "malattia". Labirintico.
E una volta che Matt ha scomposto la consistenza reale di sé, di reale non resta altro che la materialità del suo libro, che però è un libro in cui può aver barato, un libro di ricordi inesatti e incoerenti, di pensieri liberi…un libro di sabbia.
Scatole cinesi, gioco di specchi in stile Op Art, che non guasta.
Un testo non banale, che fa riflettere su se stessi.
(Gianluca Cervo)



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