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BAMBINE
di Margherita Bertella


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  • Genere: Narrativa

    Trama:
    "Bambine" è una raccolta di sette racconti vertenti su un tema scottante: la violenza sia fisica, sia psicologica nei confronti dei minori. Esplora un mondo spesso sommerso, ma purtroppo reale.
    I personaggi sono inquadrati in ambienti perbenisti, dove è essenziale l'apparenza e la posizione sociale, non hanno nulla in comune col brutto, malvagio, rozzo "orco" delle fiabe. L'orco odierno è furbo, cela sotto una maschera di delicatezza le sue sozzure, si nasconde dietro le spoglie di insospettabili professionisti: il "Professore" del primo racconto è benvestito, profumato, va in chiesa a inneggiare ogni domenica; il padre di Laura de "Michelino è un orso dispettoso" è uno stimato ingegnere che viaggia in tutto il mondo; il padre di Marco de "Il cagnaccio" è un lavoratore ed ha una famiglia regolare; Anna del racconto "Tatanna" è una giovane angelica baby-sitter che lavora per realizzare un sogno...
    Ma tra le pagine emergono anche gli eroi: sono le persone che tendono una mano generose, presenti, attente, anche se al contempo sole ed emarginate dall'ipocrisia imperante, sono gli umili, gli ultimi, i "diversi": il barbone di Nora, l'extracomunitario di Magda, il "toccato" di Michela e Valentina. Lo stile dell'autrice è scorrevole, la penna leggera, sebbene gli argomenti siano forti. Cause ed effetti si intersecano inesorabilmente ed il messaggio che ne risulta è che nessuno può essere assolto, in particolare quando le vittime sono i bambini.

    Commento:
    Recensione di Elvira Pensa

    Margherita Bertella ha abituato i lettori a storie mosse da profondi valori morali e interessate ai più ampi aspetti sociali, pervase da finissima carica ironica, grazie alla sua straordinaria capacità d'indagare l'animo umano e riuscire a trarne tutte le peculiarità per enfatizzarle in intrecci narrativi convincenti e coinvolgenti di ottima qualità.
    "Bambine" è un testo inaspettato, esplora un mondo sommerso ma purtroppo reale. Narra di storie toccanti che ci addolorano perché protagonista è l'infanzia violata e ci lasciano inermi perché incapaci di pre e post agire.
    Nora, Michela e Valentina, Titti, Vanessa, Magda, Laura e Lisa, Maddy sono ben più che creature di carta - come dice l'autrice nella iniziale Nota al testo - sono "le nostre bambine che ogni giorno percorrono le vie di questo mondo sconvolto."
    Le vicende si sviluppano con lenta e crescente tensione e sono abilmente interpretate con osservazioni e rielaborazioni tipiche della fanciullezza.
    I personaggi sono inquadrati in ambienti perbenisti, dove è essenziale l'apparenza e la posizione sociale, non hanno nulla a che vedere col brutto, malvagio, rozzo "orco" delle fiabe. L'orco odierno è furbo, cela sotto una maschera di delicatezza le sue sozzure, si nasconde dietro le spoglie di insospettabili professionisti: il "Professore" del primo racconto è benvestito, profumato, va in chiesa a inneggiare ogni domenica; il padre di Laura de "Michelino è un orso dispettoso" è uno stimato ingegnere che viaggia in tutto il mondo; il padre di Marco de "Il cagnaccio" è un lavoratore con famiglia regolare; Anna del racconto "Tatanna" è una giovane angelica baby-sitter che s'impegna per realizzare un sogno...
    I temi trattati sono di contenuto psicologico: l'adolescenza impulsiva e ribelle (in "Cugine"), la follia di chi convive con sensi di colpa per vicende accadute nel passato (in "Villa Alba, numero 13"), riguardano problematiche attuali: madri sole divise tra famiglia e carriera (in "Tatanna"), famiglie smembrate che usano i figli come arma di scambio per ottenere benefici (in "Natale con papà")...
    Ma tra le pagine emergono anche gli eroi: sono le persone che tendono una mano, generose, presenti, attente, anche se al contempo sole ed emarginate dall'ipocrisia imperante, sono gli umili, gli ultimi, i "diversi": il barbone di Nora, l'extracomunitario di Magda, il "toccato" di Michela e Valentina.
    Lo stile dell'autrice è scorrevole, la penna leggera, sebbene gli argomenti siano forti ed il messaggio che ne risulta è che nessuno può essere assolto, quando le vittime sono i bambini.
    (Recensione fornita dall'autrice)

    Della stessa autrice:
    A rischio di vita



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