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Genere: Viaggi

Trama:
350 km sono quelli che separano la costa romagnola da Assisi. Carla De Bernardi li ha percorsi a piedi, per alcuni tratti su antiche vie di pellegrinaggio e li racconta in questo diario di viaggio in dodici tappe. Attraverso i luoghi, i paesaggi, i personaggi e le bellezze naturali e artistiche, ci porta nel cuore del cammino verso la cittadina francescana.

Commento:
L'autrice, dopo aver percorso il più antico e forse più conosciuto Cammino di Santiago, ci regala un altro diario di viaggio, quello del Cammino di Assisi che da Dovadola, in Romagna, arriva fino alla città di Francesco. In realtà, è solo uno dei tre percorsi francescani, che si snodano per il centro Italia e che sono il frutto di persone volenterose che li hanno progettati, realizzati e che hanno poi anche creato una rete di accoglienza con ostelli e rifugi riservati ai pellegrini.
Il libro è un nuovo omaggio al camminare inteso come fonte di meditazione: camminare significa, infatti, aprirsi al mondo... Si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustare il tempo che passa, per scoprire volti e luoghi sconosciuti, o anche, semplicemente, per rispondere al richiamo della strada. Camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio. Ma il viaggio attraverso queste strade, che hanno visto milioni di pellegrini dal Medioevo fino ad oggi, è anche ricerca: dell'assoluto o forse del senso della vita, per alcuni di Dio, per molti di una metamorfosi personale, di una rigenerazione e di una cura per l'anima; è un'occasione per conoscere altre persone che, pur se incontrate per la prima volta, impariamo a sentire vicine a noi, condividendone fatiche, gioie e dolori; un modo per sentirsi parte di una comunità al di sopra delle nazioni o delle convinzioni religiose, che non ha regole scritte, ma affinità, identità, comportamenti, interessi e necessità comuni, quasi una nuova e più complessa civiltà nella quale i pellegrini di tutto il mondo si ritrovano.
Grazie a questo accurato diario, tra piatti della nostra cucina tradizionale, feste locali e accurati richiami alla storia e alla storia dell'arte, conosciamo san Francesco, sant'Antonio di Padova, Sirio Corbari (eroe e martire della Resistenza), Annalena Tonelli (che ha dedicato tutta la sua vita ad assistere i tubercolosi in Kenya e i disperati i Somalia), ma anche la bellezza delle Foreste Casentinesi (che la leggenda vuole popolate di fate, gnomi, folletti, mostri basilischi, diavoli e santi), l'antico Monastero di Camaldoli con la sua farmacia (foderata in legno di noce, con grandi vasi officinali e vetrine colme di creme meravigliose, di tisane magiche, di sciroppi e liquori) e la libreria ricca di testi di tutte le religioni, di libri di filosofia e di teologia. Passiamo per il Santuario della Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, per Sansepolcro, Città di Castello, la bianca Gubbio, fino ad arrivare ad Assisi, meta del viaggio.
Come già era successo sul Cammino di Santiago, la protagonista ha occasione di riflettere su se stessa, su noi tutti e sulla vita che conduciamo, riflessioni, scrive, quasi francescane. Sulla sobrietà, che non è una sua dote innata ma che ha imparato a coltivare, non con la rinuncia e la penitenza come san Francesco, ma con una vita vissuta lontano da ostentazioni, dagli eccessi e dal superfluo. Sulla fratellanza, che la tiene profondamente legata ai suoi compagni di viaggio, agli altri pellegrini e a tutte le persone che incontra sul cammino: la scoperta di avere fiducia negli altri e di provare affetto e amicizia per il prossimo. Sulla vita in comune, che le ha insegnato a condividere la tavola o la camera con perfetti sconosciuti, ma non per questo estranei. Sulla pazienza, per combattere la vorticosa abitudine ad affrettarsi anche quando non è necessario.
Nonostante la fatica per un tragitto a tratti impegnativo e non sempre organizzato come quello di Santiago, si rinnova comunque la magia del cammino: vivere ogni istante immersi nel presente, l'unica dimensione che esiste realmente, senza essere ostaggio dei ricordi del passato o condizionati dalle fantasie del futuro, tanto da desiderare di tornare ancora sul Cammino Francese, questa volta non come pellegrina ma come hospitalera voluntaria. Ed è nell'ostello di Bercianos del Real Camino che inizia una nuova esperienza: offrire l'ospitalità ed il conforto ai pellegrini diretti a Santiago de Compostela: nuovi volti, tanti racconti di vita, ognuno di loro un incontro da custodire gelosamente nel cuore. Ma questa, forse, è un'altra storia...
(Raffaella Galluzzi)

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