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STO IMPARANDO A NON ODIARE. Psicosintesi applicata nel quotidiano
di Mara Chinatti e Claudio Scala


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  • Genere: Storie vere


    Trama:
    Dal nostro punto di vista, i valori di piena realizzazione di sé, come appartenenti ad una specie e ad una comunità, sono la vita, la dignità, la solidarietà, la pace, la non violenza, il servizio. Ma basterebbe anche il rispetto della legalità, nel nostro ordinamento costituzionale che in qualche misura quei valori contiene. E' lo stesso ordinamento che attribuisce alla pena una funzione rieducativa. E noi operiamo dentro questa funzione per offrire non buone parole ma possibilità concrete, di ripensamento, di motivazione a cambiare, di sostegno nel ritorno in famiglia, in società, nel lavoro, di riferimenti materiali e culturali nella comunità che, prima o poi, dovrà riaccogliere i suoi componenti temporaneamente separati.

    Commento:
    Il nucleo del libro tratta della partecipazione degli autori a due importanti manifestazioni: "La festa dei popoli", suggestivo evento che si ripete a Verona da diciassette anni, e la Giornata Nazionale di Studi "Sto imparando a non odiare", organizzata da Ristretti Orizzonti presso la Casa di Reclusione di Padova.
    A Villa Buri, complesso abitativo privato sito in periferia di Verona, Claudio e Mara si recano per partecipare alla "Festa dei Popoli". Claudio racconta la giornata sottolineandone l'atmosfera di festa di una mattinata di metà maggio, fermandosi ad osservare con attenzione gli uomini, i venditori provenienti da diversi paesi con i loro abiti caratteristici, le cose intorno, il paesaggio, i gazebo bianchi disposti ordinatamente, il bosco... ascolta i suoni della natura, si dispone a "leggere" il chiasso e il rumore della manifestazione. L'autore ci insegna l'ascolto e l'accoglienza, a guardare dentro le cose, a vedere realmente ciò che descrive contrapponendo le bellissime immagini con cui dipinge la natura a quelle festaiole dello spettacolo e della gente. Questa capacità di vedere "l'invisibile nel visibile" l'ha mutuata grazie alla psicosintesi, disciplina fondata da Roberto Assagioli (allievo di Freud) per la quale l'uomo rappresenta l'unione di diversi aspetti, biologico, mentale, emozionale e spirituale. Il pensiero di Assagioli fornisce a Scala la modalità conoscitiva che applica alla vita interiore e alla realtà esterna: analizzando i diversi aspetti della festa, infatti, ne trarrà spunto per un parallelo con quelli della psiche, in chiave assagioliana.
    La seconda parte del libro vede la coautrice Mara Chinatti analizzare l'esperienza vissuta il 23 maggio 2008 nel carcere "Due Palazzi" di Padova, in occasione del convegno dal quale prende il titolo il libro. Si alternano al microfono autori, vittime e parenti di vittime di reati molto gravi, raccontano il loro dolore, si liberano dal rancore, provano a dialogare, descrivono le difficoltà nel perdonare, nel perdonarsi. Mara ascolta intensamente: formata alla scuola di Assagioli, perfeziona la sua educazione con lunghi periodi di studio in India e con la pratica del disegno spontaneo e della scrittura: la sua abilità nel leggere dentro l'anima di coloro che parlano, di penetrare le parole, è rivolta anche a se stessa in quanto vittima di violenze. Nel suo passato, il doloroso ricordo di donna derubata da colui al quale aveva offerto aiuto e di bambina ferita perché separata dall'amato fratello. Lei sa che il dolore c'è ancora, la ferita è aperta ma crede anche che il rancore, il desiderio di vendetta, l'odio abbiano il potere di uccidere, di avvelenare il cuore nonché di perpetuare il male. Chi commette il reato è a sua volta una vittima, spiega: è un essere umano bisognoso, povero interiormente, spesso inconsapevole dei danni e delle conseguenze che le sue azioni hanno causato. Di fronte ad un dolore, non serve "chiudere la porta": in questo modo infatti, la vittima già ferita una volta, vivrà ulteriore dolore e pena verso se stessa, soffrendo doppiamente per il torto subito e per la sua contraddizione. Mara ha trasformato l'occasione del convegno in possibilità di rinascita e crescita, di introspezione prima e di concretezza poi.
    Sto imparando a non odiare è un libro che ci insegna ad ascoltare, a guardare alle cose in modo nuovo, a progredire nella vita, a trasformare i condizionamenti che ci bloccano, ad attivare progetti, a rafforzare la coscienza di una valida motivazione. E' un libro dallo stile diretto e semplice che tratta con chiarezza temi complessi e scottanti e che, a fine lettura fa sentire più leggeri, più liberi e consapevoli... e forse riesce anche a guarirci un po' l'anima...
    (D.R.)



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