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Genere: Narrativa

Trama:
E' un uomo come tanti. Una moglie, un figlio piccolo, un impiego in una società di software, colleghi, genitori, suoceri, giornate scandite dalla routine del lavoro, una vita famigliare ridotta a monosillabi di saluto la sera e la mattina, sempre più arida, sempre più marginale. Eppure da bambino non era così. Aveva dei sogni: per esempio costruire un capanno per starci con il migliore amico. E quello è stato il suo primo e più grande fallimento: qualcosa è andato storto, quell'estate la sua infanzia è finita. Ma adesso sente che è arrivato il momento di riprendersi il tempo che ha perduto, di riconquistare l'amore della moglie, la stima di se stesso. Ha un piano per ricominciare, ma non osa nemmeno confessarlo alla moglie: ormai è così distante, indifferente, forse ha un altro. Lui sospetta di tutto e di tutti, si sente braccato a casa e in ufficio, organizza piani per vendicarsi di chi considera ormai i suoi ex: la sua ex moglie, i suoi ex amici, i suoi ex colleghi... Ma il sogno rimane, e non è detto che nel modo più impensabile e assurdo non riesca a realizzarsi.

Commento:
Ricomincio da te è il "diario di ricordi" di un uomo qualunque che, stritolato dallo stress della vita quotidiana, si chiede ad un certo punto se si possa, davvero e consapevolmente, trascorrere l'intera esistenza in 445 mq. Quando si rende conto che la risposta è negativa, quando si accorge che la routine gli ha fatto perdere di vista le cose importanti - un bacio dalla moglie, una carezza al figlio, tempo per se stessi - trova il coraggio di rimettersi in gioco perché "quando si pensa di intraprendere un'avventura del genere è perché le cose sono andate male. E allora... che rischio c'è? Cosa può succedere di peggio quando già va tutto male?".
Eloy Moreno ci mostra, attraverso gli occhi del suo protagonista, quanta frustrazione contraddistingue oggi le giornate di ciascuno di noi, dal primo squillo della sveglia al mattino fino al momento di andare a letto, ore che si susseguono di corsa, dietro infiniti impegni la cui (presunta) priorità sottrae tempo alle cose davvero importanti. E' così che ci si ritrova schiavi dell'abitudine, piccoli criceti in corsa su una ruota che non porta da nessuna parte.
L'autore riesce a delineare benissimo l'alienazione che contraddistingue la società moderna, l'appiattimento di sogni e desideri, lo spegnersi dell'amore e della passione soffocati, giorno dopo giorno, dalla monotonia. In contrapposizione a ciò, però, ecco i ricordi dell'infanzia, splendide cartoline trasudanti gioia e calore, che mostrano al lettore lo scorrere sereno di giornate scandite decisamente da altri ritmi ed altre priorità.
Moreno riesce a coinvolgere fin dalle prime righe, grazie ad uno stile narrativo veloce e fresco ed a capitoli brevi, in cui gli eventi si susseguono senza sosta e tratteggiano il ritratto di un uomo stanco, il cui sogno di ricominciare da zero prende piede, pian piano, sempre un po' di più.
L'allontanamento dalla quotidianità inizia da piccole cose, gesti senza importanza per un osservatore superficiale, come le chiacchiere con la signora delle pulizie dopo il lavoro, un modo particolare per ritagliarsi qualche minuto fuori dall'ordinario. Questa strana amicizia nasce per caso durante la ricerca di una penna ad inchiostro verde (quella del titolo, nella versione in lingua originale), un oggetto minuscolo ma che sembra raccogliere su di sé tutte le attenzioni che egli non riesce più a dedicare alle persone care. La distanza dalla realtà di ogni giorno aumenta, passo dopo passo e, quando gli eventi precipitano, il suo desiderio di cambiamento sfocia in una fuga da tutto e da tutti, in un lungo e faticoso viaggio durante il quale egli si ritrova, di colpo, da solo di fronte a se stesso, senza più scuse né attenuanti, a cercar di capire quando tutto è precipitato e se davvero non c'è più nulla che si possa recuperare.
Molto bello il confronto tra due gruppi di persone: i colleghi che condividevano la sua vita - in un ufficio dove pettegolezzi, giudizi dati senza conoscere i fatti, sgarbi, sgambetti e spiate la facevano da padrone - e le persone che incontra durante il percorso, perfetti sconosciuti pronti però a fermarsi per aiutarlo, a dare una mano senza aspettarsi nulla in cambio, offrendo quella comprensione e disponibilità troppo spesso trascurati, per fretta e superficialità.
Un romanzo emozionante e delicato, il cui finale ci ricorda che, se lo si desidera davvero, c'è sempre un'altra possibilità: basta trovare la forza di rimettersi in gioco e ricominciare.
(Maria Guidi)



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