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MEMORIE DI UN LEGIONARIO
di Elio Della Casa Santunione


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  • Genere: Biografie

    Trama:
    "Passaporto" intima una voce straniera all'inizio di questo appassionato racconto di esule contemporaneo. Elio della Casa è uno dei tanti a cui mancano i documenti per cominciare una vita nuova, lontano dalla miseria, dall'umiliazione, dall'ostilità degli uomini. Siamo al confine italo-francese e la seconda guerra mondiale è finita da una manciata di anni. Dopo innumerevoli vagabondaggi che lo hanno portato dalla campagna modenese fino alle spiagge della Calabria, il diciottenne Elio intraprende un lungo cammino attraverso le frontiere d'Europa animato dalla speranza di costruirsi un avvenire con la forza del proprio lavoro. Ad attenderlo c'è un muro impenetrabile di indifferenza e una sola scelta obbligata: arruolarsi nella Legione Straniera. La guerra d'Algeria è lo scenario di morte e violenza in cui questo nostro "paesano" semplice e fiero trascorre gli anni della sua giovinezza. Dopo, come note di un ritornello beffardo, si ripresentano i fantasmi dell'emarginazione, riaffiora il marchio della clandestinità, e la vita di nuovo precipita nei bassifondi oscuri dove gli uomini diventano ripugnanti parvenze senza storia e senza nome.

    Commento:
    Memorie di un legionario è uno di quei libri che graffia dentro e scava un doloroso solco nel cuore, perché ci si rende conto improvvisamente che certe scene viste nei film e giudicate magari eccessive e poco credibili, sono purtroppo meno cruente della realtà stessa.
    Pensare che tutto quel che l'autore racconta è vero perché vissuto da lui in prima persona, rende ancora più vivo l'orrore e più forte la certezza dell'inutilità delle guerre e della violenza.
    Il libro però non è affatto triste né noioso, anzi; caratterizzato da uno stile scorrevole e con contenuti narrati in modo avvincente, Della Casa descrive ogni cosa con la calma e la pacatezza che contraddistinguono i ricordi lontani nel tempo eppure vividi, senza trascurare gli aspetti piacevoli della sua storia. Ecco quindi che alla freddezza del nonno e del genitore si contrappone il calore dei pescatori calabresi; alla crudeltà spesso gratuita dei militari alti in grado, l'umanità e la vicinanza degli altri commilitoni e così via, un episodio dopo l'altro.
    Le difficoltà di varia natura che lo hanno accompagnato durante l'infanzia e l'adolescenza, gli anni trascorsi nella legione straniera e il difficile periodo trascorso in Francia, sembrano finalmente terminare qualche anno dopo, come ci racconta nel brevissimo epilogo che trasmette serenità, quasi come fosse la voce stessa dell'autore - e non solo le sue parole - a concludere il racconto della sua tormentata e avventurosa esistenza, per lasciare i lettori con un monito ma, allo stesso tempo, con un messaggio di speranza per la serenità raggiunta.
    (Maria Guidi)



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