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Genere: Narrativa

Trama:
E' l'inverno del 1975. Stefano Baldazzi Morra ha 13 anni ed è arrivato in Piemonte, nel piccolo paese di Gozzano, assieme alla famiglia. A segnare la crescita di Stefano, la pesca alla trota: una passione vissuta come una sorta di allenamento alla vita, un passatempo a cui dedicare tutto il tempo libero dallo studio. In pochi mesi la tranquilla vita di Stefano si trasforma. Il padre, in grave crisi personale, abbandona la famiglia per ritrovarsi alcolizzato a condurre una vita da barbone. A scuola si respirano i profumi della rivolta, dei moti studenteschi che esploderanno nella primavera del 1977.

Commento:
Un titolo e una copertina che possono trarre in inganno per un libro davvero molto bello, al pari e forse più degli altri cui l'autore ci ha abituati. La trota ai tempi di Zorro racchiude, in poche pagine, un'epoca vista attraverso gli occhi di un ragazzo di 13 anni.
La semplicità con cui descrive gli eventi dell'epoca, il trasporto dei sentimenti tipici dell'età, i tumulti e gli accadimenti storici del periodo traspaiono in modo vivido dalle pagine di questo breve romanzo, grazie allo stile proprio di un autore che riesce, con poche parole e con l'immediatezza che contraddistingue chi ha una reale conoscenza di certe cose, a riportare in vita ricordi che si credevano dimenticati, dalla mitica 850 della Fiat alla macchina da scrivere Lettera 32, ma soprattutto quello stile di vita tipico degli anni settanta, molto lontano dal modo di vivere attuale. Ne sono esempi rappresentativi la libertà di cui godevano allora i ragazzi, liberi di andare in giro senza grossi timori e senza dover essere sempre rintracciabili, ma anche la mancanza di comunicazione che spesso contraddistingueva i rapporti familiari tra genitori e figli, improntati quasi esclusivamente su una sorta di timore reverenziale che, di fatto, rendeva freddi i legami.
Una società in continua evoluzione, un padre diverso da quel che immaginava e alle prese con problemi troppo grossi per un ragazzo così giovane, un'epoca storica ricca di avvenimenti importanti, tutto questo visto attraverso gli occhi di un tredicenne che, alle prese anche con l'adolescenza e i suoi conflitti, trova attraverso la pesca il modo di affrontare quel che accade intorno a lui.
L'incomunicabilità e il senso di solitudine che ne deriva sono forse tra gli aspetti che maggiormente Marziani lascia trasparire dal libro, insieme a una certa malinconia. La mancanza di un vero e proprio finale lascia strade aperte a più possibilità, un po' come succede nella vita reale, dove si va sempre e comunque avanti. Un romanzo breve ma molto toccante.
(Maria Guidi)

Dello stesso autore:
A pranzo con Giulia e Il paese dei ghiottoni
Un ombrello per le anguille
Barafonda
La signora del caviale



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