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IL MERCANTE DEL FREDDO
di Toni Noar Augello



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  • Genere: Romanzo storico

    Trama:
    Il mercante del freddo è un romanzo d'avventura ambientato su un Gargano a cavallo dell'Unità d'Italia, di cui quest'anno si celebra il 150° anniversario. Il niente affatto scontato processo di unificazione nazionale si intreccia con la storia di un commerciante di neve. In un'epoca priva di corrente elettrica, il "nevaiolo" fornisce l'unico modo per rinfrescare cibi e bevande. Il suo lavoro conosce due fasi fondamentali: il deposito della neve in profonde buche sulla montagna, d'inverno; la vendita del prodotto, d'estate. La sua originale attività si troverà sempre più coinvolta nel concitato processo di unità nazionale che pervade la penisola e che, anche sullo sperone d'Italia, muove le coscienze e richiede i suoi sacrifici. Lo stesso nevaiolo, suo malgrado, dovrà pagare il proprio tributo.

    Commento:
    Proprio nell'anno in cui ricorre il 150° anniversario dell'unità d'Italia, Toni Noar Augello dà alle stampe un romanzo che ripercorre le principali tappe del lungo processo, abilmente mescolate alla storia del nevaiolo e di Nanni, suo giovane apprendista.
    Gli eventi storici, descritti con precisione, rappresentano il fulcro della trama intorno a cui l'autore riesce, con coerenza e fluidità, ad intrecciare le vicende personali dei protagonisti: Nanni, costretto a crescere in fretta e Damù il nevaiolo, che proprio con lui riscoprirà sentimenti paterni; Dino e Seppe; la Faina e l'Altavilla; la giovane Anna, don Riccardo, don Michele e altri ancora.
    La cura riservata alle ricostruzioni storiche è apprezzabile anche in altri aspetti, ad esempio nelle dettagliate spiegazioni della dura vita del nevaiolo, con le tecniche di raccolta e conservazione della neve che, all'epoca, rappresentava l'unico modo per mantenere i cibi freschi a lungo; nelle descrizioni della vita nei piccoli centri contadini, dove conoscersi tutti era la normalità, ma anche degli intrighi politici e delle associazioni segrete; nelle vibranti immagini che raccontano le lunghe distanze percorribili solo a piedi o a cavallo o ancora, nelle scene di vita serena, anche se povera, che contraddistingueva l'esistenza in quegli anni.
    Mentre la storia fa il suo corso, tra sostenitori e oppositori, mentre ciascuno dà il proprio contributo, il romanzo arriva - quasi di colpo - al drammatico epilogo, che lascia un po' di amaro in bocca, soprattutto perché si rifà ad un episodio realmente accaduto.
    Un bel libro, avvincente e scorrevole, che ricorda quanti sforzi sia costata quell'unità nazionale che oggi, troppo spesso, viene messa in discussione.
    (Maria Guidi)



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