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Genere: Narrativa


Trama:
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

Commento:
La giovanissima Hannah Moskowitz, diciannovenne, riesce ad ottenere gli applausi della critica americana col suo primo libro, scritto all'età di 15 anni. Break. Ossa rotte è un romanzo duro il cui protagonista, il diciassettenne Jonah, ha un obiettivo: rompersi volontariamente tutte le ossa del corpo, una per volta, in una lenta opera di autodistruzione... e si impegna in pieno a far questo, buttandosi dallo skate, martellandosi le dita, tuffandosi in una piscina senza acqua e in mille altri modi raccapriccianti!
Il ragazzo non fa tutto ciò per attirare l'attenzione su di sé, né perché si sente trascurato dai genitori. Ma qual è, allora, il vero scopo della sua missione? Nel suo contorto pensiero, egli cerca un modo per salvare sé stesso e la propria famiglia, nella convinzione che "(...) le ossa rotte ricrescono più forti. E' una specie di meccanismo naturale. Se ti rompi una gamba, te ne ricresce una migliore. Se ti rompi tutto il corpo, ne avrai uno migliore" e con un corpo migliore, potrà occuparsi meglio delle persone a cui tiene, primo tra tutti il fratello con cui ha un legame fortissimo. Solo quando le cose prenderanno una piega inaspettata, Jonah si renderà conto che la sua scelta non è quella giusta.
Raccontato in prima persona dal protagonista, la Moskowitz riesce a esprimere perfettamente lo stato d'animo del ragazzo, le sue paure, la voglia di condivisione (anche nel dolore!) che prova verso i familiari, le motivazioni che stanno alla base delle sue particolarissime scelte.
Lo stile narrativo è fluido e apprezzabile, soprattutto in considerazione della giovane età dell'autrice; solo il finale perde un po' in chiarezza diventando a tratti vago ma, complessivamente, il romanzo è avvincente anche se decisamente crudo e doloroso. Un libro che fa riflettere e che affronta il tema dell'autolesionismo adolescenziale in modo diretto, senza fronzoli né giri di parole.
(Maria Guidi)



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