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A BRACCIA APERTE FRA LE NUVOLE. La notte della sofferenza e il miracolo della fede
di Fabio Salvatore


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  • Genere: Religione e spiritualità/Biografie

    Trama:
    Fabio Salvatore ha scoperto di avere un cancro alla tiroide all'età di 21 anni. Fino a quel momento aveva creduto che la vita fosse ai suoi piedi. Era pieno di sé. Forte di un talento messo a disposizione solo di se stesso, stava per debuttare in un'importante produzione teatrale internazionale che lo vedeva come protagonista. All'improvviso, la scoperta: il cancro, da lui sempre definito "Scarafaggio". Per mesi nega l'evidenza, recita in teatro, accantona la malattia, nasconde tutto ai suoi familiari, finché, afono e privo di forze, è costretto ad affrontare il calvario della malattia. Operato d'urgenza, supera l'intervento e fa la sua prima radio-iodio-terapia, che lo porta a essere isolato da tutto e da tutti. E in quel silenzio che Fabio inizia a guardare dentro se stesso. Guarda alla fede, ma è poco lucido per capirne la forza. Passano i mesi, e dopo un anno parte per il Portogallo, per una vacanza, ma durante quel viaggio nel buio dell'intimità trova uno spiraglio che è Maria, la sua Mamma, e che lo porta a Fatima. Di qui il suo cammino, il suo deserto che diventa fiorito e pieno di colori. Abbraccia la Croce e vive nella Gioia. La morte tragica del padre, avvenuta in un incidente stradale, fa conoscere a Fabio il valore della Redenzione del perdono, e il ritorno del cancro dopo dieci anni lo consegna in totale offerta a Maria. Ecco il dolore che si trasforma in passione di vita. L'incontro con Chiara Amirante e la Comunità di Nuovi Orizzonti è il sentiero che lo porterà a Medjugorje.

    Commento:
    Ognuno di noi reagisce in maniera diversa di fronte al dolore: il vuoto improvvisamente ti inghiotte e devi scegliere se farti sopraffare o se trovare una nuova ragione di vita, una nuova strada da percorrere. Fabio ne ha conosciuto fin troppo di dolore, sin dalla giovane età: prima il cancro, poi la perdita improvvisa del padre in un incidente stradale. Un dolore che è sempre in agguato, a far capolino quando meno se lo aspetta. Il cancro, quello che lui chiama "Scarafaggio", con il quale combatte da quattordici anni e che mette a dura prova la sua forza d'animo, la sua voglia di farcela. Il cancro che si aggrappa alla carne, alla materia, a organi e cellule vive e le divora. Il cancro che distrugge, annienta le forze, penetra nel corpo mettendo in luce la nudità dell'anima.
    E' vero quello che scrive Fabio: al cospetto della sofferenza, in tanti preferiscono bendarsi gli occhi... la comprensione del dolore non appartiene a tutti. E lui stesso inizialmente ha negato il male e ha tenuto nascosto tutto ai propri cari, continuando indifferente la sua vita come se il cancro non avesse mai fatto la sua comparsa, in una disperazione folle, rifiutando persino altre analisi. Fino a quando il castello di finzioni costruitosi attorno ha iniziato a sgretolarsi ed è diventato impossibile negare oltre.
    Il ritrovamento di una medaglietta con l'immagine di Maria fra i ciottoli di una piazza, segna l'inizio del cambiamento che lo porterà a scegliere quella che lui definisce la strada più impervia, la fede. E con la fede, ha compreso che la condivisione dei propri problemi e dei propri dolori rende il carico da sopportare meno pesante, e noi più forti di fronte alle avversità della vita.
    Nella malattia e nel suo cammino di fede, Fabio ha imparato a riconoscere i veri amici e i veri fratelli: il cancro rivela la falsità dei sentimenti, brucia le stoppie inerti di ogni vita, lascia sopravvivere solo i germi di vero amore e i semi di verità. Con il cancro, infatti, perde molti amici, il lavoro, la popolarità. Ma è paradossalmente anche grazie allo "Scarafaggio" che inizia il suo percorso di introspezione le cui domande troveranno risposta nella fede e in tutte quelle persone straordinarie che incontrerà sulla sua strada, perdonando tutte quelle che invece non l'hanno capito e non l'hanno accolto, trasformandolo al contrario in un nemico da umiliare e punire.
    Perché la diversità, qualunque essa sia, spaventa ed è più facile rifiutare invece che cercare di comprendere, magari pur non condividendole, le convinzioni e le scelte dell'altro. Si, la fede è un cammino difficile, che non tutti sono in grado o intendono affrontare, ma è quello che ha scelto Fabio Salvatore certo che sia l'unica via possibile: in questo deserto di dolore, solo la luce e il miracolo della fede possono risvegliare la speranza... Ho spezzato le catene, ho saltato nell'azzurro di questa vita, nelle nuvole dell'orizzonte che abbraccio e stringo a me... Riprendo in mano la mia vita. Libero di essere me stesso.
    (Raffaella Galluzzi)



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