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Genere: Ragazzi

Trama:
Andrea non ama niente di se stesso: non il suo nome che finisce con la "a" come tutte le cose da femmina e, soprattutto, non le sue maledette orecchie che gli diventano rosse rosse quando non riesce a controllare le proprie emozioni. "Scricchiolino", è così che i suoi presunti amici lo hanno etichettato e, sebbene lui odiasse quel soprannome, doveva ammettere che gli calzava a pennello perché dava l'impressione di qualcosa di fragile, di qualcosa che stesse sul punto di rompersi. Soggiogato sia da una mamma che gli nega la possibilità di scegliere, di capire e, perché no, di sbagliare, sia da una banda di bulli che gli combinano scherzetti umilianti, è praticamente in un vicolo cieco.
"SCRICCHIOLINO" è una storia leggera ma intensa che riesce a toccare le corde più profonde dei sentimenti, descrivendo la difficoltà di crescita di uno o, forse, di troppi ragazzi.

Commento:
Mi sono avvicinata a questo libro convinta che si trattasse di una favola, invece sono stata piacevolmente sorpresa: è una storia per ragazzi ma non un favola, una storia reale, che in tanti vivono ogni giorno e che affronta in modo consapevole e delicato un problema grave come quello del bullismo, insieme all'altrettanto grave questione dell'incomunicabilità tra genitori e figli.
Andrea commuove con il suo carattere forte, ancora di più perché è convinto di essere debole e per nulla coraggioso; è difficile vedere il modo in cui affornta i problemi senza venir presi dalla voglia di dargli una mano e, perché no, dalla voglia di scuotere quella madre che, come riconosce il bambino stesso, "non era cattiva, questo no, era solo che non riusciva ad essere una buona mamma, non era colpa sua".
Il romanzo trasmette con chiarezza il senso di solitudine ed inadeguatezza che Andrea prova ogni giorno, la paura per una situazione che non sa affrontare e nello stesso tempo il timore di parlarene con i genitori, sia perchè teme di deluderli sia perché, paura forse peggiore, teme una votla di più di non essere capito.
La situazione si sblocca per una sua presa di coscienza che porta ad un lieto fine pieno di speanza, come è giusto che sia in una storia per ragazzi.
C'è una certa ingenuità nel libro, in alcune situazioni, per l'immediatezza con cui tutto si risolve, ma soprattutto per i dialoghi e le riflessioni che sembrano davvero troppo profondi per dei bambini di 11 anni; a parte questo, però, la storia è avvolgente e di certo può essere di grande aiuto per adulti e ragazzi, per aprire gli cchi e fermarsi a riflettere su certe problematiche oggi sempre più presenti.
Un libro che vale davvero la pena leggere.
(Tutti i disegni sono stati eseguiti da Flavia Clemente, la figlia della scrittrice)
(Maria Guidi)

Della stessa autrice:
Delitto perfetto

http://www.succoacido.net/default.asp.



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