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RomAmoreMorte
di Aristos, C. Del Ferraro, M. Marsullo, M. Petrelli


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  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Un libro, quattro scrittori, quattro racconti in cui i personaggi vivono e uccidono, camminano, strisciano, parlano, e i pensieri muoiono.
    Racconti che sporcano di quotidiano il mondo astratto delle parole.
    Sono storie di emarginazione, di violenza, di sesso, di amore impossibile da comunicare e destinato a finire in maniera dolorosamente tragica. Sono storie che si svolgono a Roma, una Roma di panni stesi, autobus sporchi, rumori di sottofondo, la Roma delle periferie vecchie e nuove che non è certamente (come non lo è mai stata) la città che si offre in pasto ai turisti, immobile, più che eterna. L'atmosfera va dal pulp de noantri al racconto romantico, dal realismo feroce alla genesi di un racconto, scivolando in un'agevole lettura ma sempre con una caratteristica fondamentale: nascere da un punto di vista uni(vo)co che ingrandendo e deformando un particolare aspetto della realtà, ce ne rivela il meccanismo complessivo.
    Ciascuno con un suo stile, eclettico e aderente alla situazione. Tutti con una dote: farsi leggere volentieri, che in fondo è quello che si chiede a uno scrittore.

    Commento:
    Quattro racconti per quattro autori che, in un modo diretto come un pugno allo stomaco, ci mostrano Roma in uno dei suoi aspetti peggiori, quel lato oscuro che, a prescindere dalla città che fa da sfondo nel romanzo, è presente in ogni uomo. Un viaggio quindi, non nei meandri oscuri della città, ma negli abissi dell'animo umano.
    Ogni storia è un capitolo a sé, in comune i vari racconti hanno la città in cui si svolgono, l'uso del dialetto romano (a volte anche un po' forte ma che serve a dare immediatezza alle situazioni, catapultando il lettore nel racconto), la disperazione dei personaggi per una vita completamente diversa da quel che desideravano. Diversi tra loro, ma tutti ugualmente destabilizzanti, aprono uno spiraglio su un mondo di dolore provocando emozioni alle quali è impossibile restare indifferenti!
    "Fabio e Tamara" fa immediatamente pensare a Romeo e Giulietta: altra città, altra estrazione culturale, altra epoca, ma lo stesso amore folle e il medesimo dolore senza fine, una storia toccante, commovente nonostante tutto.
    "Confessa, maledetta" è quello, forse, un po' meno incisivo, ma non per questo meno bello. Gioventù bruciata, vita delusa e desiderio di riscatto... desiderio arrivato troppo tardi forse?
    "Cattiva stella o cattiva posizione" è notevole, mi ha lasciato con una certa malinconia addosso, perché le emozioni del protagonista trasudano dalle pagine. Voglia di ricominciare nonostante le difficoltà, paura che sia ormai troppo tardi, disperazione e senso d'impotenza e, infine, rassegnazione. Un racconto davvero forte e profondo.
    "Il portiere" è una bella storia, forse non originalissima nella trama, ma ben scritta e di certo originale nelle motivazioni del protagonista, che non ha nulla da perdere perché in fondo "Lui, alla galera, era già abituato".
    Quattro storie, quattro autori, un libro da leggere per intero.
    (Maria Guidi)



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