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Genere: Storie vere

Trama:
"Lettera a mio figlio" segue la pubblicazione (luglio 2009) di "Lettera a mia madre".
Anche in questo elaborato la struttura è quella di una lettera alla seconda del singolare, ad un figlio - giovane adulto - che non parla e non ha contatti con sua madre da parecchi anni. Troppi. Impossibile tacere per l'autrice che non ha taciuto neanche con la madre, parzialmente responsabile di questa violenza silenziosa. L'ennesima.
Vicenda interamente autobiografica. Purtroppo. Uno sguardo al passato e al presente con incursioni fra l'Italia (dove l'autrice è nata) e Parigi (dove è nato il figlio). Un confronto tra i vari tipi di madri più o meno intrusive e ricattatrici; un confronto fra i vari tipi di figli, più o meno manipolati. E nessuna risposta.

Commento:
Molto intenso e purtroppo autobiografico, il libro della Sciallis è scritto, come da titolo, con la forma di una lunga lettera dedicata al figlio, con il quale non ha più alcun rapporto da anni. L'opera rappresenta l'estremo tentativo di avvicinamento a quel ragazzo che, in parte manipolato da altri, non mostra alcun tipo di interesse né rispetto verso i sentimenti della madre. Il romanzo affronta il difficile tema della comunicazione familiare e dei rapporti, spesso conflittuali, tra genitori e figli. In questo caso poi, ad una situazione già complessa si sommano le ingerenze altrui (padre e nonna del giovane) che danno il colpo di grazia ad un rapporto già conflittuale. A causa di ciò l'autrice, impossibilitata a un confronto diretto con lui, si ritrova costretta a esprimere quel che sente e pensa attraverso queste pagine, per ovviare in qualche modo al baratro scavato dalla totale assenza e dal silenzio insormontabile che il figlio le oppone da anni.
La pecca principale della narrazione è probabilmente rappresentata dai continui riferimenti alla precedente opera Lettera a mia madre, riferimenti che impediscono, di fatto, di avere una visione chiara dell'accaduto perché si limitano a citare il libro ma non spiegano affatto ciò a cui si fa riferimento. Questo fa si che restino ampie zone d'ombra nella vicenda.
Intimo e molto personale, un libro che tocca nel profondo il lettore, per la durezza dell'argomento affrontato e per la cattiveria dimostrata nei confronti di una madre.
(Maria Guidi)



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