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Genere: Narrativa

Trama:
Un vago e confuso ricordo di ciò che era stato. Un desiderio remoto, impalpabile, di abbracciare i fatti che mi hanno portato fino a qui. Era una storia che doveva rimanere in cantina e non far male a nessuno e invece eccola qua, fuoco e fiamme in un cervello già provato e stanco, e l'immagine di un ragazzo che un giorno subì l'urto. L'urto della sua vita. Così Kyrish, il protagonista di questo originalissimo libro, inizia la sua ingenua lotta contro le imperfezioni del mondo. Solo una vecchia macchina da scrivere ad accompagnare il suo viaggio. Frammenti di pensieri e storie a raccontare legami, malattia e cura, amore e disprezzo, padri e madri che aspettano e abbandonano; una folla di personaggi si affacciano via via sulla scena lasciando piccoli segni sulla pelle di Kyrish. Un lungo e complesso monologo interiore a ricostruire senza alcuna logica lineare il percorso di una vita. Una crescita personale, in cui poesia e prosa si alternano dando il ritmo al processo emozionale, in un intreccio che pian piano prende forma nella speranza di trovare un senso alle proprie imperfezioni.

Commento:
Difficile pensare che un libro così profondamente introspettivo e coerente nella trama sia l'opera di due persone, eppure gli autori riescono in questo difficile compito, dando vita a un romanzo particolare e di grande intensità emotiva.
Kyrish, il bambino che sembra essere il protagonista, ci accompagna attraverso pagine profonde che alternano ricordi e poesie, in apparenza confusi e senza un filo logico ma che, nel drammatico epilogo, si ricongiungono per ricostruire la storia di follia e tristezza di un uomo che, ormai, bambino non lo è più.
Sono proprio le ultime pagine, infatti, che riescono a trasmettere al lettore il grande senso di solitudine e dolore di chi, incapace di conformarsi ai meccanismi sociali, all'inadeguatezza che sente dentro, a regole e convenzioni che non percepisce come proprie, decide di "chiudersi a chiave in se stesso", raccontandosi solo attraverso le pagine che fuoriescono, una dopo l'altra, da una macchina da scrivere abbandonata. Ecco che pian piano, tra un ricordo e l'altro, la storia della vita di Kyrish prende forma, mostrandosi in tutto il suo dolore, nella solitudine, nell'atrocità degli eventi che la follia l'ha portato a compiere.
Difficile dire dove finisca Pantano e inizi Vetere perché, pur in una trama che procede a scatti, tra una reminiscenza e una poesia, il filo narrativo è fluido, sempre coerente con il personaggio creato, in un'opera davvero particolare e interessante. Non resta che sperare che, per questa coppia di autori, L'urto sia solo il primo capitolo di una proficua collaborazione.
(Maria Guidi)



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