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IL DIRETTORE GENERALE. Finanza, politica e camorra in un'Iliade napoletana
di Bruno Agostini


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  • Genere: Narrativa

    Trama:
    In una Napoli, bella e ferita, la più grande istituzione finanziaria del sud è sull'orlo del fallimento. Un nuovo Direttore Generale viene inviato dal Governatore della Banca d'Italia per deciderne il futuro. Rientra così nella sua città d'origine e si trova ad affrontare, da solo, una situazione complessa. Differenti gli interessi e numerose le persone coinvolte. Innanzitutto, l'Organizzazione con il suo Re e le Regine, rappresentanti delle famiglie locali decise a mantenere una parte del proprio controllo sulla banca. Ma a essere implicati nella vicenda anche un giornalista, un sindacalista, uomini politici e altri. Non sempre ogni storia ha una fine, anzi, spesso è solo un inizio. Quello di una saga.

    Commento:
    Primo capitolo di una trilogia, Il Direttore Generale di B. Agostini trascina il lettore in un mondo di giochi di potere, traffici illeciti e favori ottenuti in modo più o meno pulito, con un romanzo che, tra Re, Regine e Alfieri, scorre via veloce e apre a profonde riflessioni, visti gli argomenti fin troppo attuali che affronta. Questo romanzo potrebbe essere descritto con un'unica frase: sembra un film!
    Sembra un film per la narrazione fluida e chiara che, fin dalle prime pagine, si snoda con estrema linearità, riuscendo a mantenere coerenza e logicità nonostante i diversi cambi di scena e prospettiva. L'autore infatti, pur passando da uno scenario all'altro, non perde mai di vista il contesto principale ed ogni filo si riallaccia, con semplicità, alla narrazione centrale, fornendo una visione d'insieme immediata e precisa, grazie a una storia ben articolata e curata nei dettagli, con descrizioni precise e minuziose. Ancora, sembra un film per i personaggi che, per merito di una caratterizzazione perfetta, sono talmente credibili da sembrare vivi, hanno quell'immediatezza che solo assistendo a spettacoli televisivi si ha; infatti, ogni soggetto è descritto con le proprie peculiarità, un proprio linguaggio, il carattere e i pensieri che ne attraversano la mente, fornendo una visione d'insieme tale che sembra di avere la persona davanti agli occhi e di conoscerla. Dal direttore generale alla segretaria, dai membri dell'organizzazione ai politici, ciascuno ha una propria dimensione e un ruolo ben definito nella storia. Lo stile narrativo è, inoltre, impeccabile. Difficile credere che l'autore sia non solo alla sua prima esperienza, ma anche lontano dall'Italia da oltre trent'anni, perché dimostra una conoscenza linguistica invidiabile (e perché no, anche una buona conoscenza del dialetto, usato di tanto in tanto per dare quel tocco di realismo in più) e riesce a fare un ritratto della sua città d'origine, Napoli, fin troppo mirato. La città è, in effetti, la reale protagonista in questo libro: una città ferita ma pronta a combattere, che Agostini usa come punto di partenza per affrontare temi difficili e problemi che, purtroppo, non sono solo di Napoli, nonostante altrove facciano meno notizia.
    Un romanzo che non è solo un momento d'evasione, ma un input a profonde riflessioni. Non resta che aspettare il seguito.
    (Maria Guidi)



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