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Genere: Avventura

Trama:
In un viaggio, qualunque esso sia, si riceve in dono il "viaggio" che già risiede dentro noi. L'India in questo genere di doni è molto generosa. Perciò al ritorno dall'India ho cominciato a scrivere, così il viaggio è continuato per mesi interi. I templi, la serenità della gente del Kerala, le urla dei bimbi li ho sentiti vicini durante la stesura e ho scoperto nella mia interiorità aspetti ed emozioni solo in apparenza nascosti. E' difficile far rivivere queste emozioni. Il mio desiderio è di far percepire a chi leggerà questi ricordi il rullare dei tamburi durante la processione di Ganesh, l'odore dei gelsomini quando una donna mi passava accanto, il calore dei bracieri che ardevano nei templi. Tornerò in India appena potrò. Non so se per la sua cultura o per il suo popolo o per entrambi. E' un'attrazione magnetica, magica. Se la mente desidera andare in India, il mio cuore è già là.

Commento:
Recensione della d.ssa Giulia Lo Bello
In un viaggio, qualunque esso sia, si riceve in dono "il viaggio" stesso che già risiede dentro noi. L'india, in questo genere di doni, è molto generosa. E' questo l'esordio di Deccan; un incipit, che in se racchiude già tutto il significato del libro stesso. L'autore con "pennellate" rapide ma precisissime ci invita a prendere il volo per l'India, a salire con lui sul BOEING 747/400 della Lufthansa, ed ad abbandonare la nostra ottica occidentale, per aprire la mente ad un'esperienza in un mondo, dove tutte le nostre certezze crolleranno; esse saranno progressivamente più fragili ed inconsistenti, fino a sciogliersi come neve al sole. Non sarà difficile fin dall'inizio lasciarsi trascinare in questa nuova dimensione. Tutto ciò su cui lo sguardo della l'autore si soffermerà, sarà totalmente diverso dal nostro mondo, dai nostri strereotipi.
E' come se si facesse un'immersione in una dimensione nuova che attrae ma allo stesso tempo spaventa.
I suoni, i sapori, i profumi ed i colori ci investiranno rapidamente ci stordiranno. Ma per apprezzarli fino in fondo bisognerà che noi, insieme all'autore ci lasciamo avvolgere, catturare e conquistare da essi, abbandonando le nostre resistenze ed i nostri pregiudizi. In questo diario di viaggio, si assiste ad una scoperta progressiva dell'India e della sua vera anima. All'inizio sembra troppo distante, ma fotogramma dopo fotogramma ci conquista, ci disarma e ci avvolge completamente. Inizia a far traballare ogni nostra certezza e ci rende piccoli piccoli ed inermi nei confronti di una spiritualità così tangibile e lontanissima dalla nostra concezione della religione.
Piano piano è come se le "intense piogge monsoniche" lavassero via tutti i nostri pregiudizi e le nostre resistenze, ed il sole illuminasse il nostro viaggio, facendoci apprezzare le bellezze della diversità del paesaggio, caratterizzato da palme di cocco, banani e melograni che quasi magicamente si intonano alla perfezione con i colori sgargianti dei tipici SARI delle donne.
L'India è fatta così, è un paese in cui coesistono le contraddizioni più assurde, in cui anche ciò che apparentemente sembrerebbe non amalgamabile, trova un accordo perfetto. Per cui non ci devono sorprendere gli autobus trasbordanti di persone, che invece di inveire le une contro le altre, sfoggiano un sorriso sereno e dolcissimo; le strade piene di fango ed invase ad ogni angolo da cumuli maleodoranti di spazzatura, possono tranquillamente ospitare venditori d'ogni tipo di spezie e donne che vendono profumatissime collane di fiori da offrire alle divinità.
Qui tutto, anche ciò che sembra più dissonante, risulta accordarsi alla perfezione.
La frenesia, lo stress non fanno parte di questa gente, essi danno grande importanza alla qualità della vita, cercando d'essere seppure nella massima indigenza, sereni e felici. "Gli indiani riescono a costruire molto con poco".
A noi occidentali risulterà difficile considerare "normale" vedere in un fiume: gli uomini fare il bagno agli elefanti e le donne fare il bucato, lavare le pentole e raccogliere l'acqua da portare a casa; questi per noi sono gesti semplici dal sapore antico. E' come se questo popolo conservasse l'essenza più profonda del vivere e non si fosse lasciato inghiottire dall'ingranaggio della MODERNITA'. L'India è come se fosse rimasta una delle poche "oasi di pace e serenità".
L'autore mostra una sapiente organizzazione della struttura del libro. Infatti la prima parte ci aiuta a familiarizzare con l'universo India e apre la nostra mente all'immaginazione. Ci invita a viaggiare con la nostra fantasia. Il lettore si costruisce una propria raffigurazione di luoghi e volti della gente. Questi saranno magistralmente ritratti e quindi fissati nella memoria dagli scatti fotografici inseriti a metà del diario di viaggio. In tal modo l'autore lascia al lettore il tempo per imparare ad amare questo paese e quindi compiere il proprio personalissimo VIAGGIO. Ciò che egli ha solo immaginato nel corso della descrizione viene ora concretamente raffigurato e ciò che ancora non è stato descritto viene a stuzzicare l'interesse per le descrizioni successive. Nella prosecuzione della lettura, risulterà evidente come in India arte e cultura esprimano un connubio perfetto tra semplicità assoluta e splendore.
L'originalità di questo diario di viaggio sta nel fatto, che l'autore non si perde in una fredda descrizione di luoghi e monumenti visitati, ma si sofferma sulle emozioni e sensazioni che scaturiscono in lui, da ciò che vede. Insomma DECCAN è un viaggio prima di tutto "interiore", è un ritorno alle origini dell'uomo, alla semplicità del vivere, alla capacità di saper sorridere dinnanzi alle difficoltà e alla tenacia nel ricercare la FELICITA' nel suo significato più primordiale e puro.
(Recensione fornita dall'autore)



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