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Genere: Narrativa

Trama:
Tratta di un decennio (dal 1958 al 1968) della vita di uno studente bolognese che ha avuto la fortuna temporale (se non anagrafica) di essere spettatore del periodo più nuovo, fattivo, innovativo, creativo, importante, bello sotto tutti gli aspetti, del secolo scorso.

Commento:
Se nella serata televisiva del 16 ottobre non siete riusciti a vedere il film-documentario "1960", realizzato dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores con l'impiego delle teche RAI, vi siete persi un piccolo gioiello della cinematografia italiana, la settima arte di cui siamo stati maestri proprio in quegli anni.
Non vi disperate comunque, perché, pur con la certezza che prima o poi verrà riproposto, se siete interessati all'argomento avrete modo di ovviare nel frattempo a questa mancata occasione con la lettura di un romanzo che tratta lo stesso tema, e cioè lo svolgersi del decennio più bello del secolo scorso.
Il libro è "Anelli di fumo - la Bologna degli anni '60", ed. Pendragon, di Ario Gnudi.
L'autore, attraverso un viaggio nel tempo in un'Italia che non c'è più e che forse fatichiamo anche a pensare che possa essere esistita, rivisita la sua adolescenza in una Bologna in pieno boom economico e sociale: i suoi ricordi sono talmente vividi che leggendo sembra di vedere una fiction o un film, avvalendosi di un'ambientazione meticolosa non solo nei luoghi ma anche dell'umanità di quel tempo, carica di tutte le sue sfaccettature.
La narrazione è piacevolmente intrisa di tentennamenti scolastici, avances con le ragazze, burrasche familiari, folklore cittadino, il tutto scandito dai ritmi del pittoresco mondo dei coetanei di allora, di cui facevano parte i Morandi, i Dalla, i Guccini, a volte sornioni e a volte cinici, ironici sempre.

"Momenti spensierati, come quando dal cocomeraio, di cui eravamo diventati assidui per finire le nostre serate, venivamo costantemente irrisi dallo stesso che, con termini dissacratori, ci metteva in guardia sul pericolo che correvamo nel lasciar andare le nostre fidanzate al mare da sole. Il bello è che proprio una di queste, la morosa di uno ai margini della compagnia, tornò a casa incinta, e giù a ghignare tra fette d'anguria e battute irriverenti ".

Le glorie della musica, dello sport, del cinema, presenti nel libro come in un caleidoscopio che ruota attorno ai frammenti di questa storia, fungono da istantanee Polaroid nel ricomporre il mosaico di un periodo che i popoli anglosassoni hanno definito senza alcuna retorica i "Faboulous Sixties".
(Recensione fornita dall'autore)



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