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Siamo donne. Oltre la differenziata c'è di più
di Paola Belletti

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    Casa Editrice: Berica Editrice - 150 pagine
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Storie vere

    Trama:
    Dopo il successo di "Osservazioni di una mamma qualunque", Paola Belletti torna con un libro che affronta a 360° l'universo femminile in maniera ironica ma sempre pungente, a partire dal titolo: "Siamo donne. Oltre la differenziata c'è di più".
    Un libro che non è un saggio ma un insieme di prose filosofiche, poetiche, narrative, giornalistiche, attraverso cui l'autrice, col suo inconfondibile stile, affronta con coraggio temi anche scomodi legati all'essere donna oggi, a partire da quell'ecologia integrale a cui Papa Francesco ha dedicato un'Enciclica intera, la "Laudato si'".
    Quell'ecologia che non separa gli ambiti ma li tiene uniti: ecologia ambientale, economica, sociale, culturale… L'ecologia umana, l'ecologia del "cuore" umano, da cui viene tutto il resto. E lo fa in un'ottica femminile. Quasi un manifesto per donne orgogliose di essere tali. Vere femministe.
    Ecologia femminile, ecologia famigliare, ecologia pro-life, ecologia spirituale. Queste le quattro sezioni in cui è diviso il libro e attraverso cui si vuole lanciare un messaggio chiaro: non si può essere ossessionati dalla raccolta differenziata e poi fregarsene se ammazziamo i cuccioli d'uomo prima che vengano alla luce.
    Sono rimasta però un'ecologista. Una vera attivista, via via più convinta. E ora, finalmente, sono persino certa che nel mio piccolo sto contribuendo a salvare il mondo e le meraviglie del Creato. Infatti mi confesso spesso. E mi accosto, meschina ma decisa, all'Eucarestia.

    Recensione:
    "Siamo donne, oltre la differenziata c'è di più", prodotto dalla Berica Editrice nella collana UOMO VIVO, è la seconda opera della scrittrice Paola Belletti dopo la pubblicazione di "Osservazioni di una mamma qualunque".
    Dal titolo ci si può aspettare una sorta di blog sulle vicissitudini femminili quotidiane: niente di più sbagliato, tranne il fatto che ha il format di un blog.
    L'Autrice prende spunto dall'enciclica "Laudato si'" di Papa Francesco che con un testo articolato, in vari punti molto specifico, attinge a piene mani dai documenti di molte conferenze episcopali e non si rivolge solo ai cristiani ma "a ogni persona che abita questo pianeta", aggiungendo un nuovo contributo alla dottrina sociale della Chiesa e mettendo l'umanità di fronte alle sue responsabilità.
    L'approccio alla lettura può essere di due tipi, agnostico e cattolico.
    Nel primo caso la lettura, pur gradevole, documentata e in alcuni punti sottilmente ironica, appare rilucente di un non troppo velato integralismo cattolico. Una sorta di tentativo di secolarizzazione del Catechismo che ci hanno insegnato da bambini, in cui tutto è riconducibile a un Dio creatore che salverà il mondo con il suo esercito di cavalieri, in cui Gesù Cristo non è un fornitore di beni ma il Bene ed è necessario essere suoi amici e dove si racconta del Maligno sempre presente e pronto a tendere agguati a chi è povero di spirito. La salvezza degli uomini passa dalla sofferenza, l'Autrice ne è convinta, e si fa paladina di questo portando avanti la sua personale sofferenza di madre di un bimbo "speciale".
    "La sofferenza per quanto possa apparire strano, è il nostro modo di resistere, in quanto è l'unico modo a nostra disposizione per divenire consapevoli della vita." (O. Wilde)
    A proposito del suo doloroso caso personale, nel testo viene dato ampio spazio al tema dell'aborto, confutando la tesi che sia una conquista sociale, un traguardo nel lungo cammino di emancipazione della donna, un segno di civiltà... Siamo proprio sicuri che sia così? Oppure l'aborto è un crimine disgustoso, dettato il più delle volte dall'egoismo più bieco e compiuto con la complicità di uno Stato permissivista che anziché punire l'infanticidio, lo riduce semplicemente ad una questione di scelta, lasciando unicamente alla coscienza dell'individuo il delicato compito di decidere della vita altrui?
    Secondo la Belletti, quando parla dei figli afferma: "…sentiamo di avere una responsabilità enorme che è quella di custodirli, difenderli, educarli e consegnarli a Dio". Va bene, ogni genitore responsabile lo sa, a parte la consegna… e chiude il libro con il capitolo "Le Veroniche di Charlie" dedicato alla vicenda del piccolo Charlie Gard con le parole: "Uno solo è il Volto. E il tuo, adorabile Charlie, è vera icona dell'unico Volto Santo. Va bene Charlie, facciamo come dici tu: guarderemo a Lui e a te e saremo raggianti.
    Presto diremo insieme .- Morte, dov'è la tua vittoria?-".
    Se l'approccio è puramente cattolico non si può che essere entusiasti di questo testo che dipinge una donna-donna che armata della sua sofferenza e della sua fede, incondizionatamente radicata porta avanti la sua missione di madre e di ecologista dell'anima, un'ecologia riferita alla famiglia, allo spirito, all'essere femmina e a favore della vita. In questa luce la vera femminista è la donna orgogliosa della propria totale femminilità. La separazione, la differenziazione è il nucleo del peccato.
    Insomma, leggiamolo come vogliamo, questo testo non lascia indifferenti, si possono non condividere le idee ma lo scopo di un libro e del suo autore non è solo dare piacere ma stimolare la mente del lettore.
    (Luisa Debenedetti)



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