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Il treno della libertà
di Christian Giovanettina

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    Casa Editrice: Gruppo Albatros - 260 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Narrativa

    Trama:
    Borgo Settecase è un paesino montano del Canton Ticino, pochissimi abitanti, tutti conoscono tutti. La maggior parte della gente vive nel timore di Dio, sforzandosi di condurre un'esistenza apparentemente perfetta, ma spesso nascondendo peccati noti comunque a tutti. San Nicola è la città più vicina e per i ragazzi di Borgo Settecase e dell'intera valle è il luogo del divertimento, mentre per gli adulti è la porta dell'Inferno. Omar e i suoi coetanei vivono in questa realtà, innamorati della natura che li circonda e della pace delle vallate, ma desiderosi, appena possibile, di evadere in città per sfuggire al bigottismo e alla monotonia paesana. Da adolescenti sprovveduti diventano giovani uomini e per gli uomini, si sa, è più complicato affrontare le maldicenze e le accuse di un intero paese. D'altra parte Omar desidera solo vivere liberamente, senza catene, ma il paese gli permetterà questo? Un avvincente e appassionante romanzo, scritto dalla graffiante penna di Christian Giovanettina, una narrazione ricca di dettagli ed emozioni che ci farà inevitabilmente affezionare ai suoi protagonisti.

    Recensione:
    Il treno della libertà è un romanzo che racconta una storia vera, una storia che parla di amicizia e si conclude con un delitto.
    L'autore, con una scrittura evocativa e sincera, capace di descrivere persone reali con chiarezza, ci parla del suo migliore amico Omar e della loro vita a Borgo Settecase, un paese della Svizzera.
    La narrazione inizia con i ragazzi quattordicenni, due adolescenti turbolenti, con un'incredibile creatività nel cacciarsi nei guai, guai che venivano preceduti dalla fatidica frase di Omar: "Fidati di me!", e sì, fidati che l'avventura del giorno finirà in disastro! Due ragazzi normali, insofferenti alle regole come tutti alla loro età, che bramano la libertà, i divertimenti e gli svaghi offerti dalla città, lontani dal soffocante bigottismo del loro paese.
    E' un libro profondo, che spiega con tranquillità e senza veli le abitudini di un piccolo centro, dove tutti sanno gli affari degli altri e sono pronti a sputare sentenze, armati dall'abitudine all'ipocrisia, che li vuole perfetti in piazza, mentre i peccati si nascondono tra le mura di casa. Una consuetudine comune a molti paesini, dove esistono regole immutate e immutabili, dove si vive chiusi alle novità e "allo straniero" che vive nella città vicina.
    Cosa succede se in questo clima e negli anni '80 un ragazzo commette quello che è considerato il più grande dei peccati?
    Lo si isola, lo si osteggia, lo si offende in tanti modi più o meno palesi. Non ha importanza l'identità del "linciato", le sue idee, il fatto che sia sì un po' irrequieto, ma restando sempre un bravo ragazzo, onesto, profondo, capace di sentimenti veri.
    Impotenti seguiamo questa vicenda che tocca emotivamente e assistiamo ad un vero e proprio omicidio dell'anima, un assassinio della speranza, dove il sentimento più bello diventa la colpa più grave, e mentre un treno corre verso la libertà, si giunge all'estremo gesto.
    Un romanzo che è un tributo alla memoria e all'amicizia.
    Un romanzo che è denuncia all'ignoranza e alla cattiveria.
    Un romanzo vero che è splendido e terribile insieme.
    (Tatiana Vanini)



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