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Gli eletti di Scantigliano
di Paolo Durando

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    Casa Editrice: Antipodes - 158 pagine
    Disponibile in formato ebook




  • Genere: Fantascienza

    Trama:
    Fantascienza e psicologia si intrecciano in un romanzo dal finale inaspettato. Siamo nella seconda metà del secolo XXI. Nove personaggi arrivano in aereo dall'immaginaria cittadina toscana di Scantigliano ad al-Dakhla, nel Sahara Occidentale. Sono stati selezionati dalla Extension Olovision (Ov) per partecipare ad un reality, che consiste nel trascorrere sei mesi, privati di ogni consueto device, su una nave diretta verso una destinazione ignota. Ripresi costantemente, vengono sottoposti ad una valutazione periodica da parte del pubblico da casa e dal Grande Fratello della situazione, detto "Il Mediatore". Col tempo approfondiscono la conoscenza reciproca, interagendo tra loro in modi più o meno imprevedibili, finché si rendono conto che le cose non stanno affatto come pensavano.

    Commento:
    Un libro di fantascienza molto interessante, con una trama tanto semplice quanto originale: un gruppo di persone sono state selezionate per un reality, un genere televisivo che nella seconda metà del nostro secolo ormai non viene più programmato da molti anni perché il pubblico ha smesso di interessarsene, ma qualcuno pensa di riprovarci e questa volta la difficile sfida, a cui sono sottoposti i partecipanti, è quella di affrontare un viaggio su una nave, completamente isolati, facendo a meno per sei mesi di qualunque strumento elettronico di comunicazione e socializzazione.
    La caratterizzazione dei personaggi è ottima, infatti il racconto si apre con un colloquio per la comunicaizione agli "eletti" di essere stati accettati per questo programma televisivo e, in occasione di questo incontro, iniziamo a conoscerli, ognuno con il proprio piccolo dramma: una donna che vive sola con suo figlio essendo stata abbandonata dal marito; un disagio per un corpo in sovrappeso; una moglie che è andata via lasciando il marito; una madre morta, ed altro ancora. Leggendo queste prime pagine la considerazione che viene spontanea è che i problemi personali, indipendentemente dall'era in cui sono contestualizzati, non cambiano mai.
    Inoltre, per alcuni personaggi, si ha la sensazione che l'autore (un insegnante di lettere in un liceo) non abbia fatto fatica a trovare spunti dall'ambiente che lo circonda. Troviamo infatti una insegnante che sta per andare in pensione, che si comporta inizialmente come la madre di tutti, viene infatti ripresa dalla direzione del programma perché è abituata a organizzare e spiegare ogni cosa ai "suoi ragazzi" e si comporta nello stesso modo anche nei rapporti fuori dalla scuola come se tutti dovessere imparare qualcosa da lei.
    Poi abbiamo una ragazza completamente chiusa in sé stessa a causa di un dramma familiare, che si dimostra scontrosa con tutti, arrivando addirittura a tentare un suicidio in modo plateale, che va letto come un tentativo di cercare affetto e considerazione da parte di chi la circonda.
    Insomma, fino a un certo punto del racconto, più che un viaggio nel futuro appare come un viaggio nel profondo dell'animo umano.
    La cosa interessante di questo libro è che offre notevoli spunti di riflessione. Il primo riguarda sicuramente il peso che hanno assunto già oggi gli apparecchi elettronici i quali si stanno sostituendo ai rapporti diretti e personali, con un impoverimento e una deriva nei "nativi digitali" i quali vivono come fossero amicizie concrete quelle della rete, con persone mai incontrate e, soprattutto, falsate da ciò che ognuno tende a raccontare di sé, dando sempre una parvenza diversa e più colorata della grigia realtà. Per tutta la prima parte, quindi, appare come un libro piuttosto realistico pur giocando con un futuro immaginario: infatti è vecchio tutto ciò che non è elettronico, come ad esempio leggere un libro su carta, o consultare un cartina per spostarsi in una città sconosciuta o, ancor peggio, chiedere una informazione a un essere umano che costringerebbe ad una comunicazione reale e non virtuale.
    Troviamo anche fra le righe un interessante elogio dell'alimentazione vegetariana, considerata come la scelta più razionale e l'unica ecologicamente ed economicamente sostenibile per un futuro su questo pianeta.
    Quindi gli spunti di riflessione su noi stessi e sulle nostre attuali abitudini non mancano.
    Lo stile di scrittura è semplice, con un linguaggio diretto, si legge con piacere nonostante la presenza di qualche refuso (forse a causa della mancanza di un lavoro di editing). Le pagine scorrono fluide, sia nei racconti che nei dialoghi e, proprio quando la storia sembra giungere al termine raccontandoci un futuro molto simile al nostro presente, ci troviamo davati ad un finale che lascia decisamente sorpresi e spaesati, che si sviluppa fra l'altro tutto in pochissime pagine dove troviamo le risposte a quelle che inizialmente apparivano come delle stranezze fuori contesto.
    Forse l'ultima parte andava trattata più approfonditamente, con una maggiore attenzione ai dettagli e sviluppando meglio gli accadimenti che coinvolgono i nostri protagonisti, infatti dopo averli seguiti in ogni momento delle loro giornate ed aver conosciuto molti dettagli delle loro vite, alla fine si ha il desiderio di accompagnarli ancora oltre per vedere di più di quanto è accaduto.
    (Norberto Loricati)



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