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Con le sembianze di un clown
Alessandro Martorelli

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    Casa Editrice: Valletta - 209 pagine




  • Genere: Thriller

    Trama:
    Alberto si sveglia con un sussulto, chiuso in una stanza, legato ad una sedia. Il suo cervello cerca di ricordare cosa sia successo, chi possa averlo rinchiuso in quella che sembra la dispensa di una cucina. Piccoli indizi e i ricordi della sua vita, atti vigliacchi, tradimenti e menzogne che hanno causato tante sofferenze a vittime incolpevoli, lo spingono a formulare diverse ipotesi. Ma chi è quel clown che lo guarda con aria cattiva? E quella donna che non riesce a mettere a fuoco? E perché qualcuno continua a drogarlo e a fargli perdere contatto con la realtà? Un romanzo con colonna sonora, composta dal maestro Alessandro Pepè Porrini e scaricabile gratuitamente.

    Commento:
    Quando si inizia a leggere questo thriller si resta subito coinvolti già dalle prime pagine, tanto che non è facile sospendere la lettura neanche fra un capitolo e l'altro perché si desidera arrivare almeno ad avere qualche indizio su quanto accade, ma l'autore è stato bravo ad alimentare la curiosità pagina dopo pagina, introducendo sempre nuovi elementi.
    Inizialmente Alberto si sveglia in una stanza buia, immobilizzato su una sedia, e quel poco che si intravede con una flebile luce non gli ricorda assolutamente nulla, ma soprattutto non ha memoria di come sia arrivato in quel posto.
    Prima c'è l'istinto innato di tentare di liberarsi, poi, poco a poco, inizia la parte razionale che vuole capire chi può avercela così tanto con lui da aver architettato una tale vendetta; queste due parti si alterneranno costantemente a seconda della stanchezza e del nervosismo di cui il protagonista è vittima.
    L'unico modo per comprendere quanto sta accadendo è di fare mente locale sul proprio passato, inizia quindi un percorso a ritroso nella memoria, guidato da indizi che compaiono e scompaiono in modo apparentemente illogico. E' così che Alberto, un po' alla volta, si rende conto che di motivi per trovarsi lì ce ne possono essere diversi e che più di una persona potrebbe desiderare una vendetta nei suoi confronti.
    La riflessione che scatta nel lettore è che, in fin dei conti, chiunque di noi nella vita può aver accumulato "nemici" o semplicemente può aver fatto (coscientemente o incoscientemente) del male a qualcuno e, forse, chiunque di noi troverebbe più spiegazioni plausibili se si trovasse nella medesima situazione.
    Il finale? Davvero una sorpresa che arriva di colpo e cambia completamente le cose, riuscendo in poche pagine a spiegare tutte quelle stranezze che durante la lettura non avevano trovato una collocazione razionale.
    Uno stile di scrittura coinvolgente e attento, con descrizioni molto precise, frutto anche di un meticoloso studio (confermato dai ringraziamenti finali) dove nulla è lasciato al caso. Tutto questo permette di "sentire" effettivamente le singole emozioni: dalla paura, alla goccia di sudore che scorre, dalla sete, fino all'odore di urina che dopo tante ore non ha più potuto trattenere, il tutto scritto con molto trasporto rendendo ogni avvenimento molto credibile. Ma soprattutto sorprende come l'autore riesca a mantenere costantemente un elevato livello di attenzione e suspense nonostante la scarsità di elementi disponibili, infatti c'è sempre solo un uomo in una stanza buia. In alcuni passaggi, quando si trova bloccato e cerca di analizzare l'accaduto, ricorda molto "Il gioco di Gerald" di Stephen King.
    Altro particolare, non di poco conto, è che questo libro ha una colonna sonora da scaricare in rete, si tratta di un intero album con tanti brani quanti sono i capitoli del racconto, che andrebbero ascoltati contemporaneamente alla lettura perché in molte parti permettono di vivere meglio le ambientazioni, ed è così che sembra di assistere già ora a quella rappresentazione teatrale che l'autore si è proposto di mettere in scena.
    Assoltuamente consigliato agli amanti del genere che lo leggeranno d'un solo fiato.
    (Norberto Loricati)

    Dello stesso autore:
    Anche i Pink Floyd possono sbagliare



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