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Libri e Recensioni intervista
Alessandro Vuccino e Ombretta D'Ulisse



  • Recensione del libro La cattiva signora

    Biografia:
    Alessandro Vuccino è nato a Roma, è un libero professionista con la passione per la musica, i motori e la scrittura. Il suo primo libro, 45 giri (disponibile su ilmiolibro.it), oggi in corso di nuova revisione e ristampa, è un romanzo generazionale in cui viene narrato l'iter di un quindicenne romano verso la maggiore età, nel contesto borghese del quartiere Parioli, attraverso gli stravolgimenti che i prodromi del sessantotto causeranno.
    Dopo La cattiva signora, l'autore ha pubblicato un racconto dal sapore vagamente noir intitolato Mosca 1882. Per dare seguito alle nuove tendenze, di questo libro esiste unicamente la versione e-book, facilmente e gratuitamente scaricabile dal sito lulu.com.
    Ombretta D'Ulisse è nata a Roma, è un'insegnante laureata in filosofia. Le sue passioni sono il cinema e la letteratura; ha seguito corsi di psicologia. Il suo interesse per la scrittura e per l'argomento trattato, l'hanno coinvolta nella stesura de La cattiva signora.

    L'intervista:
    Libri e Recensioni: Buongiorno a entrambi, partiamo con una domanda forse prevedibile: perché un romanzo a quattro mani e soprattutto, perché su un argomento così difficile?
    Alessandro: In realtà la storia di Jessica è diventata a quattro mani perché inizialmente avevo iniziato a scrivere da solo, anche se ne avevo già parlato con Ombretta. Successivamente, scambiandoci idee e facendo crescere la storia insieme, è stato quasi normale che lei ne scrivesse alcune pagine o che ci scambiassimo ciò che era già messo giù e uno dei due facesse piccole modifiche.
    Quanto all'argomento, non siamo partiti esattamente consapevoli che la nostra protagonista fosse affetta da narcisismo, pensavo ad un personaggio "marcio", una donna dettata alla mia mente dall'osservazione, da situazioni sperimentate o vissute anche se indirettamente... A forza di parlarne, di costruirla nell'ideazione ci siamo accorti che le sue caratteristiche corrispondevano a quelle descritte nella letteratura specifica sulla patologia narcisistica. Ci siamo documentati e a quel punto la parabola discendente di Jessica altro non era che quella di una patologia. Si scriveva da sola. Il libro si è trasformato necessariamente in qualcosa in più rispetto all'idea iniziale. Non a caso si apre con la citazione di Ovidio sul mito di Narciso.

    Libri e Recensioni: A parte la classica frase "Ogni riferimento è puramente casuale", avete preso spunto da vicende reali, magari trasmesse dai media oppure...?
    Alessandro e Ombretta: Si può dire che il personaggio è reale nella misura in cui è riferibile a comportamenti che molti assumono negli anni che viviamo. I commenti nelle ultime pagine del libro hanno dimostrato quanto siano attuali certi personaggi come quello raccontato da noi.

    Libri e Recensioni: Solitamente gli stalker sono visti (e descritti dai media) come persone egoiste e pronte a tutto pur di soddisfare i propri desideri. Dal vostro romanzo, invece, emerge soprattutto l'aspetto patologico, l'impossibilità del soggetto di comportarsi in modo diverso e la sua difficoltà di gestire le emozioni. Non temete che questo giustificare Jessica possa, in qualche modo, allontanare i lettori?
    Ombretta: Jessica è egoista e pronta a tutto per soddisfare i suoi desideri, è anche più bieca e pericolosa di un semplice egoista perché, come tutti i narcisi è seduttiva e vampirizza gli altri, per i quali non nutre alcun sentimento. Non si tratta di giustificare, si tratta, semmai, di spiegare le dinamiche che sottendono e indirizzano certi comportamenti e forse - ma non abbiamo la pretesa di rappresentare verità ontologiche - di rintracciare un possibile percorso psicologico dello stalker.
    Alessandro: L'agire della protagonista è compresso dentro la sua stessa ossessione che, secondo me, la ferisce come dovrebbe ferire le emozioni di chi legge. Jessica é la sua patologia e il racconto di quei giorni è la metafora, neanche tanto simbolica, della malattia. Concordo con Ombretta: spiegare non significa giustificare, e nel lettore, in caso, abbiamo tentato di muovere un sentimento di pietas, che può scaturire solo dalla conoscenza e dall'empatia.

    Libri e Recensioni: Jessica, nonostante una parziale presa di coscienza nelle ultime righe, si preoccupa solo di essere sempre al centro dell'attenzione e di apparire. Credete che questo aspetto sia in qualche modo esasperato anche dai modelli che ci propongono oggi cinema e TV?
    Alessandro e Ombretta: Sicuramente, ma fermarsi all'influenza dei media è, a nostro parere, riduttivo perché il nostro vissuto è per ragioni storico/sociali narcisisticamente orientato; sembra quasi superfluo sottolineare che l'apparire, che tu citi, rappresenta uno status quo comunemente acquisito come valore. Non bisogna dimenticare che Jessica è sempre un personaggio di un romanzo che ha subito una grave lesione psicologica in giovane età e che nell'apparire ha probabilmente sublimato conflitti irrisolti. Se vogliamo esasperare questo tema, si può dire che, nella finzione narrativa, abbiamo voluto stigmatizzare l'avvenenza del personaggio come il rifugio per rimuovere dinamiche di sofferenza ma anche la sua condanna verso il malefico percorso della sua esistenza.

    Libri e Recensioni: La figura amorevole e comprensiva del marito di Jessica non vi sembra lontana dalla realtà? Perché avete optato per questa scelta?
    Ombretta: Io non ho visto il marito come una figura amorevole, in realtà di lui non sappiamo niente: in confronto alla perfidia di Jessica lo possiamo immaginare come una vittima... ma potrebbe essere anche indifferente e menefreghista, potrebbe, e il condizionale è d'obbligo, essere "complice" per viltà o per chissà quale altro motivo... Non vorrei parlarne ancora per non svelare la conclusione della storia!
    Una cosa che mi ha colpito è stata che alcune lettrici de La cattiva signora hanno identificato nella figura di lui la solitudine di lei; è bello scoprire come un personaggio assuma varie connotazioni nella mente di chi legge...

    Libri e Recensioni: Dalla seconda parte del romanzo - dove ormai la malattia è palese - trasudano la tensione, la sofferenza ed il senso di frustrazione provato dalla protagonista. Chi di voi due è riuscito ad immedesimarsi così bene in una protagonista particolare come Jessica? Le consulenze della psicologa e psicoterapeuta Barbara Longo vi hanno sostenuto in questo?
    Alessandro: Nella musica, nelle partiture musicali, esiste il riff. Nel brano è la ripetizione di una frase musicale, portata avanti durante tutta l'esecuzione dello stesso; il "Bolero" di Ravel ne è, nella musica classica, l'esempio più chiaro. Ebbene, nel nostro racconto, questo crescendo, questo "ostinato" questo "riff" è ciò che abbiamo tentato di proporre al lettore affinché questi potesse vedere e provare quel che stava accadendo non come semplice fruitore ma trovandosi egli stesso all'interno del corpo e dell'animo della protagonista, provandone ogni sensazione, anche la più truce. Enormemente difficoltoso per un maschietto come me entrare in un tessuto così differente, mi sono appoggiato non solo ad Ombretta ma certamente sono stato soddisfatto solo dopo aver avuto l'assenso della psicoterapeuta Dott.ssa Barbara Longo, che ha supervisionato il tutto, mettendosi a disposizione con amicizia, affetto e disinteresse.

    Libri e Recensioni: Si chiede sempre agli scrittori se stanno già lavorando su un altro libro ma, visto il tema particolare di La cattiva signora, vi chiedo più che altro: scriverete ancora insieme e su che argomento? Sarà un romanzo semplice oppure tratterà comunque argomenti legati alla psicologia dell'uomo?
    Alessandro: Il prossimo libro, Gatto con fruttiera e pomi, è molto, molto lontano da La cattiva signora. Uscirà, speriamo, prima di Natale. E' una storia per giovani e giovanissimi, scritta a quattro mani insieme a mia moglie Donatella Longo, anche lei - come Ombretta - insegnante. E' un racconto che, adottando un registro che a tratti ricorda il mondo dei cartoni animati, fonde aspetti fiabeschi e surreali con temi di stretta attualità sociale, intriso di un melodioso rapporto con i nostri amici a quattro zampe.

    Libri e Recensioni: Grazie per essere stati con noi, per aver soddisfatto le nostre curiosità e per il tempo dedicatoci!
    (M.G.)



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